Alle interrogazioni a risposta immediata nell’aula del Senato, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni risponde ribadendo le priorità dell’azione del governo: rafforzamento dei salari, incentivi alle aziende che assumono, sostegno alle famiglie. Sul Pnrr, la premier ricorda come al 31 marzo l’Italia abbia speso 117 miliardi, il 76%, e nelle prossime settimane sarà liquidata la nona rata, dopo il via libera della Commissione europea. Meloni ha inoltre illustrato che con la Zona economica speciale unica nel Mezzogiorno in due anni sono stati autorizzati oltre 1.300 investimenti.
Priorità del governo
“La novità di questo governo non è solo avere una stabilità, la stabilità è necessaria per realizzare una visione. Non è la prima volta che mi sento dire ‘cosa hai in serbo nell’ultimo anno di legislatura?’: questo ricorda un modo di fare politica che ha riguardato altri e non riguarda noi. Noi intendiamo continuare la strategia messa in campo, su tre priorità: rafforzare salari e potere d’acquisto, incentivare le aziende che assumono e investono, sostenere famiglie e natalità. In questi quasi 4 anni, in ogni provvedimento economico e legge finanziaria, abbiamo seguito queste tre priorità”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Premier Time in Senato, rispondendo a un’interrogazione del leader di Italia viva Matteo Renzi sulle prospettive di politica economica per l’ultimo periodo della legislatura.
Spesa del Pnrr
A oggi l’Italia ha incassato 153 miliardi e sarà liquidata la nona rata” nelle prossime settimane, “al 31 marzo la spesa certificata ammonta a 117 miliardi, il 76% a cui si aggiungono 24 miliardi di strumenti finanziari direi che abbiamo fatto un buon lavoro”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Premier Time in Senato, rispondendo a un’interrogazione del leader di Italia viva Matteo Renzi sul Pnrr.
Nucleare in Italia
“Approfitto per dire che entro l’estate sarà adottata la legge delega, saranno adottati i decreti attuativi e completato il quadro giuridico necessario alla ripresa della produzione nucleare in Italia“. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Premier Time in Senato, rispondendo a un’interrogazione di Azione sull’istituzione di una cabina di regia per affrontare le priorità strategiche del Paese.
Il Sud opportunità da cogliere
Oltre al Piano casa tra le misure per l’ultima parte della legislatura “le cito l’estensione della Zes unica del Mezzogiorno almeno per la parte di semplificazione a tutto il territorio nazionale, ha dimostrato di essere una misura che funziona. Terzo vogliamo rafforzare i meccanismi che abbiamo già introdotto per accrescere gli investimenti dei fondi pensioni nell’economia reale italiana perché qualcosa non funziona se ci sono 260 miliardi raccolti dagli italiani dei quali 40 miliardi solamente sono investiti in Italia”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Premier Time in Senato, rispondendo a un’interrogazione del leader di Italia viva Matteo Renzi sulle prospettive di politica economica per l’ultimo periodo della legislatura. “Dall’inizio il governo ha dimostrato come per noi il Mezzogiorno non fosse un problema da risolvere ma una grande opportunità da cogliere: dove per molti anni l’approccio si è concentrato sui sussidi, noi abbiamo preferito concentrare l’attenzione su investimenti, lavoro, infrastrutture, semplificazione. La Zes unica è l’esempio più concreto: in due anni sono autorizzati, e in parte sostenuti con crediti di imposta, oltre 1.300 investimenti per un volume complessivo di affari di circa 55 miliardi di euro e ricadute occupazionali”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Premier Time in Senato, rispondendo a un’interrogazione di FI sulle attuali politiche di sviluppo del Mezzogiorno.
Rafforzare i salari
“I salari vanno aumentati rafforzando la contrattazione, è lì che si difendono i diritti dei lavoratori, settore per settore”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Premier Time in Senato, rispondendo a un’interrogazione di Noi moderati sugli strumenti di tutela del livello dei salari e del potere d’acquisto. “Nell’ultimo decreto lavoro abbiamo stabilito che possono accedere agli incentivi pubblici solo le imprese che applicano il salario giusto – ha aggiunto -. È una strada diversa dal salario minimo legale proposto dalle opposizioni, che rischia di diventare una soglia al ribasso piuttosto che una tutela in più, come dimostra il caso della Puglia”.
Recuperare potere d’acquisto
“Seppure lentamente, le famiglie stanno recuperando potere acquisto, perché non ci siamo girati da altra parte, abbiamo dato risposte. Lo abbiamo fatto lavorando sul taglio del costo del lavoro, con diversi provvedimenti che hanno aumentato il netto in busta paga, soprattutto per i redditi medio bassi”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Premier Time in Senato, rispondendo a un’interrogazione di Noi moderati sugli strumenti di tutela del livello dei salari e del potere d’acquisto. “La seconda priorità è stata il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego – ha aggiunto -. In alcuni comparti addirittura tre rinnovi, come il comparto scuola: un docente in media guadagna 412 euro al mese in più insieme agli arretrati”.
Fuga dall’Italia
“Condividiamo l’obiettivo che restare in Italia sia una scelta competitiva e non un atto di coraggio”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Premier Time in Senato, rispondendo a un’interrogazione di Avs su iniziative per contrastare l’emigrazione giovanile. “Lei – ha risposto al senatore Peppe De Cristofaro – ha ragione quando dice che l’emigrazione è diventata un fenomeno strutturale, è una quesitone seria che nessuno sottovaluta e nessun governo negli ultimi decenni è riuscito a invertire. C’è stato un picco nel 2024, anno in cui sono entrate in vigore le sanzioni per chi lavora all’estero e non si iscrive all’Aire” ma “la questione è reale e va affrontata con serietà, anche prendendo in considerazione che dentro questi numeri ci sono fenomeni diversi”. C’è, ha sottolineato la premier, “una mobilità internazionale fisiologica positiva, giovani che decidono di fare un pezzo della loro formazione all’estero e riportare in Italia quelle competenze. La considero una dinamica assolutamente positiva non una sconfitta per la nazione, che sbaglieremmo a non incoraggiare”. Ma ci sono anche “altri che non tornano perché trovano salari migliori” e “maggiore valorizzazione del merito, forse dovremmo interrogarci anche su questo”
Fonte Ansa

