Non il “se”, ma il “come” e il “quando”. Secondo diversi organi d’informazione, gli Stati Uniti starebbero preparando un’azione contro l’Iran, ma non sarebbero ancora chiare le modalità – se un intervento militare o un attacco informatico – né le tempistiche – che vanno dalle prossime 24 ore a qualche giorno. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe stabilito la propria linea rossa e si sentirebbe in dovere di fare qualcosa, riporta la Cnn citando fonti della Casa Bianca, mentre il Pentagono avrebbe presentato diverse opzioni, secondo il New York Times. L’agenzia Reuters scrive che per due funzionari europei un intervento militare statunitense appare probabile. Dalla Repubblica islamica le Guardie della Rivoluzione fanno sapere di essere pronte a rispondere. Intanto l’Ong Iran Human Rights (IHR), citata dall’agenzia France Presse, dichiara che dall’inizio delle proteste in Iran 3.428 manifestanti sono stati uccisi e oltre 10.000 persone sarebbero state arrestate.
La linea rossa di Trump
Donald Trump si sente in “dovere” di dare seguito alle sue minacce contro l’Iran. Lo riporta Cnn citando alcune fonti della Casa Bianca, secondo le quali il presidente ha stabilito una “sua linea rossa e ora sente di dover fare qualcosa”. Le stesse fonti ritengono che Trump agirà quasi certamente ma non è ancora chiaro quale tipo di azione deciderà di intraprendere. Le valutazioni del presidente accompagnano quelle interne alla Casa Bianca, dove all’esame ci sono i rischi di un eventuale attacco.
Le opzioni del Pentagono
Il Pentagono ha presentato varie opzioni per colpire l’Iran e “qualsiasi attacco è previsto fra almeno diversi giorni e potrebbe provocare una forte rappresaglia dell’Iran“. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti americane, secondo le quali l’attacco potrebbe riguardare il programma nucleare iraniano, ma potrebbe anche avere la forma di un attacco informatico o di uno contro l’apparato di sicurezza interno, che sta usando una forza letale contro i manifestanti.
L’intervento militare Usa
“Due funzionari europei hanno affermato che un intervento militare statunitense” in Iran “appare probabile” e per uno dei due “potrebbe avvenire nelle prossime 24 ore“: lo scrive l’agenzia di stampa Reuters sul suo sito. “Anche un funzionario israeliano – scrive sempre la Reuters – ha affermato che Trump sembra aver preso la decisione di intervenire, sebbene la portata e i tempi non siano ancora stati chiariti“.
Teheran pronta a rispondere
L‘Iran è pronto a rispondere “con decisione” ai suoi nemici, Israele e Stati Uniti. Lo ha detto il comandante del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, accusando i loro leader di essere dietro le proteste che hanno travolto la Repubblica islamica. Le Guardie sono “al massimo della prontezza per rispondere con decisione all’errore di calcolo del nemico”, ha dichiarato il comandante Mohammad Pakpour in una dichiarazione scritta citata dalla televisione di Stato, accusando il presidente Usa Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di essere gli “assassini della gioventù iraniana”.
Le vittime della repressione
Almeno 3.428 manifestanti sono stati uccisi dall’inizio della contestazione in Iran: è quanto riferisce l’Ong Iran Human Rights (IHR) NGO citata dall’agenzia France Presse. L’Ong basata in Norvegia precisa che oltre 10.000 persone sarebbero state arrestate in Iran nel quadro delle proteste.
Fonte Ansa

