Mattarella alla cerimonia del 781° anno accademico dell’Università degli Studi di Siena

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha presenziato alla cerimonia di apertura del 78/mo anno accademico dell’Università degli Studi di Siena

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:01
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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il Rettore, Francesco Frati, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico 2021-2022 dell'Università degli Studi di Siena. (Fonte: Quirnale)

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è intervenuto stamane alla cerimonia di apertura del 781° anno accademico dell’Università degli Studi di Siena, nel corso della quale hanno preso la parola: Francesco Frati, Rettore dell’Università; Rosalia Selvaggi, Rappresentante degli studenti; Daniela Bellucci, Rappresentante del personale tecnico amministrativo; Roberto Venuti, con la prolusione dal titolo “Il secolo di Kafka”.

Presente alla cerimonia anche il segretario nazionale del Pd Enrico Letta: “Oggi è una giornata importante a Siena con la presenza del presidente della Repubblica qui all’inaugurazione dell’Anno accademico dell’Università. A Mattarella va un plauso per quello che ha fatto e sta facendo in questo periodo”.

Il discorso di Mattarella a Siena

Studio, ricerca, vaccini, solidarietà i principali temi toccati dal Capo dello Stato. “Voglio rivolgere un saluto di grande cordialità a tutti i presenti, ai senesi, alle autorità, al corpo accademico, al personale tecnico e amministrativo e particolarmente agli studenti e alle studentesse – è stata la premessa di Mattarella, riportato da RadioSienaTv –. Ringrazio il Rettore per l’invito”.

“L’idea che la vita sia costruita da una successione di eventi ordinati è sempre stata una illusione, anche nei tempi meno veloci come quelli attuali, questo provoca naturalmente quel senso di incertezza, di insicurezza, di fronte all’incubo kafkiano non confinato nella lettura contro i sentimenti di insicurezza vi è solo un antidoto che è quello messo in opera da Antonio Cassese. Alcuni punti fermi della convivenza. Lei Rettore ha esposto l’impegno della sua università ha toccato alcuni punti che vorrei riprendere velocemente che consentono una verifica sul campo di questi principi. La condizione di disabilità, i profughi afghani, la pandemia sono tutti elementi che hanno condotto ad una riflessione sui comportamenti da tenere e da assumere. Sul primo tema abbiamo compiuto nel nostro Paese molti passi avanti” ha affermato Mattarella.

“Abbiamo ritardi però di mentalità a prendere consapevolezza – ha proseguito –. È importante quello che fa l’università anche per i profughi afghani. Una scelta significativa di fronte ad un fenomeno che si è visto in diverse parti in Europa, di strano disallineamento ed incoerenza, tra i principi dell’unione. Tra le solenni affermazioni di solidarietà nei confronto di afghani e il rifiuto di accoglierli. E’ sconcertante ciò che avviene in più luoghi ai confini dell’unione. E’ sorprendente il divario tra i principi dichiarati e il non tenere conto della fame e del freddo a cui sono esposti degli esseri umani ai confini dell’unione”.

“Vi sono degli altri temi che il rettore ha toccato, fra questi della vaccinazione ricordando i caratteri di questa città e di questo ateneo nella storia della vaccinazione – ha sottolineato – Noi abbiamo reagito con grande senso di responsabilità, manifestando rispetto per gli altri. Nel nostro paese grazie alla serietà dei nostri cittadini la situazione è meno allarmante ma si registra un aumento di contagi costante, questo ci richiama al dovere di osservare le norme di cautela indicate e di considerare l’importanza dell’affidamento alla scienza. È importante quindi l’atteggiamento alla pandemia indicato anche dal rettore”.

“Il personale costituisce un patrimonio perché contribuisce alla crescita culturale del paese. Tutto questo dimostra quanto è importante il lavoro dell’ateneo. È indispensabile accrescere strutture, per fare crescere il nostro paese a livello culturale, il numero di laureati, abbiano bisogno sempre di più di sviluppare la conoscenza per trovare prospettive di ricerca e di studi poste al servizio della persona umana. Auguri buon anno accademico” ha concluso Il Capo di Stato.

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