In difesa del multilateralismo, al posto di una visione “primitiva” dei rapporti fra Stati, e dell’istituzione che lo incarna a livello globale, l’Organizzazione internazionale delle Nazioni unite. “Strumento di pace e stabilità insostituibile”, pur con i suoi limiti, che tanti progressi ha permesso di raggiungere e “che sarebbe irresponsabile indebolire”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella sede viennese dell’Onu. Nella capitale austriaca si è parlato della Convenzione di Palermo e della lotta alla criminalità organizzata che è una “comune responsabilità”, ha detto Mattarella.
A Vienna
C’è chi tenta di delegittimare le Nazioni Unite, di ridurne ruolo e peso, ma questa è
un’operazione “irresponsabile”. Sergio Mattarella vola alle Nazioni Unite, nella sede di Vienna che si occupa di lotta al crimine transnazionale, alla droga e al traffico di migranti. Accompagnato dal presidente austriaco, Van der Bellen, il capo dello Stato assembla tutte le sue preoccupazioni su quanto la politica mondiale si stia allontanando dal principio, peraltro auspicato in Costituzione, di un sano multilateralismo che aiuti a dirimere i contenziosi e a spegnere i conflitti.
Strumento di pace e stabilità
“L’Onu può adempiere al suo mandato di garante della pace internazionale solo se gli Stati che ne fanno parte le consentono di farlo“, ha premesso alludendo a quanti in questi mesi sembrano lavorare più per uno stallo dell’organismo che per un suo potenziamento. “Tuttavia, le Nazioni Unite restano, pur con tali limiti, uno straordinario, insostituibile strumento di pace e di stabilità, che sarebbe irresponsabile – ha sottolineato nel suo intervento al polo Onu viennese – indebolire”.
Cornice di riferimento
Mattarella è profondamente convinto della necessità di rafforzare le Nazioni Unite e per questo anche oggi ne ha auspicato una riforma che tocchi anche il cuore dell’organizzazione, cioè il Consiglio di Sicurezza, oggi chiaramente bloccato dal radicarsi delle posizioni americane e russe. Per questo Mattarella ha elencato gli innumerevoli campi
di azione dell’Onu. “Le Nazioni Unite sono state protagoniste di progressi decisivi, dalla decolonizzazione al sostegno allo sviluppo sociale ed economico di miliardi di persone, dagli interventi per il mantenimento della pace alla difesa dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Oggi l’ONU continua a essere la cornice di riferimento fondamentale per affrontare sfide che travalicano i confini nazionali: la promozione di una agenda condivisa per la preservazione del nostro pianeta, le sfide poste dall’intelligenza artificiale, la tutela della salute globale, solo per citarne alcune”.
Filo conduttore
È il multilateralismo il filo conduttore del ragionamento del presidente che ripete anche oggi quanto serva al pianeta “l’alto valore rappresentato dalla diplomazia multilaterale e dalla
costruzione, paziente e ordinata, di istituzioni internazionali chiamate a promuovere il progresso dell’umanità”. Il rischio è di tornare a dinamiche di pura potenza, ad una confrontazione pre-bellica che tanti lutti ha provocato, principalmente in Europa. “Non esistono alternative al multilateralismo, a meno che non si ritenga di imboccare la strada dei conflitti permanenti, con un ritorno ad una visione primitiva dei rapporti fra popoli, i cui esiti sono storicamente e drammaticamente ben noti”. Rapporti “primitivi”, li ha
efficacemente definiti il presidente.
Eredità di Falcone e Borsellino
A Vienna si è parlato della Convenzione di Palermo e molto si è detto dell’eredità di Falcone e Borsellino, della loro visione ispiratrice nelle indagini transnazionali, di quel “follow the money” che è tutt’oggi la base delle inchieste sulla criminalità organizzata. “Oggi rinnoviamo solennemente il nostro impegno contro la criminalità organizzata – ha affermato il presidente – Si tratta di una comune responsabilità morale che appartiene e deve unire la comunità internazionale nel suo insieme”.
Disarmo
Quindi Mattarella è tornato sulla necessità di non demolire il multilateralismo e ne ha spiegato il perché: bisogna “rafforzare, e non demolire, l’architettura relativa al disarmo
e alla non proliferazione delle armi nucleari“. Soprattutto, ha però aggiunto allarmato, “in una fase storica in cui, invece, assistiamo a inaccettabili allusioni all’impiego di armi
di distruzione di massa”.
Fonte Ansa

