Mattarella: medaglia d’oro al Valor Civile alla memoria di Antonio De Rasis

Antonio De Rasis è la guida che il 20 agosto del 2018 perse la vita insieme ad altre nove persone nelle gole del Raganello, in Calabria

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:05
Sergio Mattarella vittime mafie
Il Capo di Stato, Sergio Mattarella (Foto © Quirinale)

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito la Medaglia d’oro al Valor Civile alla memoria di Antonio De Rasis, la guida che il 20 agosto del 2018 perse la vita insieme ad altre nove persone nelle gole del Raganello, in Calabria. A dare la notizia del conferimento dell’alto riconoscimento è stato Antonio Carlomagno, sindaco di Cerchiara di Calabria, paese natale di De Rasis.

“Con profonda commozione – ha scritto Carlomagno nel post pubblicato dal sindaco di Cerchiara sulla propria pagina facebook – mi è stata comunicata da sua eccellenza il Prefetto di Cosenza la notizia del Decreto del Presidente della Repubblica con cui veniva conferita alla memoria del nostro compianto giovane concittadino Antonio De Rasis, la Medaglia d’ Oro al Valor Civile che nell’immane tragedia del Raganello nel 2018 sacrificava la propria giovane vita con altri 9 cittadini italiani ed europei”.

Carlomagno, nel post, ha aggiunto di avere comunicato “alla famiglia questo alto riconoscimento alla Memoria del proprio caro che ne esalta il sacrificio ed il senso di una vita impostata al servizio del prossimo e della comunità. Tale riconoscimento – ha sottolineato ancora – avviene in concomitanza di un altra grave tragedia quella del ghiacciaio in Trentino che purtroppo suscita e ravviva nell’animo della famiglia e dell’intera comunità cerchiarese un grande dolore che si fonde con quello di tante altre famiglie che oggi piangono i propri cari. Il prossimo 12 Luglio 2022 sarò onorato in rappresentanza dell’intera Comunità di Cerchiara ad essere accanto alla famiglia De Rasis-Lauria per ricevere dalle mani del Prefetto di Cosenza, l ‘alto riconoscimento alla memoria di Antonio”.

La tragedia di Raganello

Il 20 agosto del 2018, un lunedì, due gruppi di escursionisti, formati da 18 persone ciascuno, per un totale di 36, erano stati sorpresi da un’improvvisa ondata di piena mentre si trovavano nelle gole del Raganello a Civita (Cosenza). Alcuni di loro sono riusciti a mettersi in salvo aggrappandosi agli scogli, altri sono stati trascinati via dalla furia del torrente in piena.

“E’ arrivata una valanga d’acqua all’improvviso – aveva raccontato un turista -. Non abbiamo avuto il tempo di fare nulla. Sono stato davvero fortunato”.

L’inondazione nel Parco nazionale del Pollino aveva causato 10 morti, travolti dalla piena del fiume Raganello al centro dell’area naturalistica dell’entroterra calabrese, mentre altre 23 persone erano state tratte in salvo dai soccorritori, estratte dal fango o recuperate sulle rocce in mezzo al torrente in piena.

La morte di De Rasis

Fra le 10 persone perite nella tragedia, un uomo che aveva rischiato la vita per prestare aiuto in un altro dramma che aveva sconvolto il Paese intero: il 32enne Antonio De Rasis, infatti, era fra i volontari della Protezione civile che intervennero per soccorrere gli ospiti dell’hotel Rigopiano, sommerso da una slavina il 18 gennaio 2017.

Antonio, non sposato e originario di Cerchiara, era stato ricordato dal sindaco della cittadina del catanzarese, Antonio Carlomagno, all’indomani della sciagura: Sicuramente con la sua alta esperienza, nel contesto di questo dramma improvviso, avrà prestato e tentato di dare il massimo soccorso ai componenti del gruppo”. Oggi, l’alta onorificenza.

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