Il giornalismo è un “antidoto contro abusi” e un “impegno di verità e di libertà” perché consente alle persone di farsi un’opinione “basata su una rigorosa interpretazione dei fatti”, per questo “ogni manipolazione dei principi di libertà passa dalla repressione contro i giornalisti”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella incontrando al Quirinale i partecipanti al Seminario di Venezia per la stampa britannica. Il capo dello Stato ha citato, come esempio più recente, il tentativo del regime iraniano di bloccare l’accesso alle fonti di informazione. Mattarella ha ricordato i 120 giornalisti e operatori dell’informazione morti nel 2025 nei conflitti.
Antidoto
“Il giornalismo libero è antidoto contro abusi, manipolazioni ad opera di poteri pubblici e privati, contro opacità e menzogne, consentendo la possibilità di formarsi un’opinione indipendente, basata su rigorosa rappresentazione dei fatti”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale i partecipanti al Seminario di Venezia per la stampa britannica. “Ogni repressione, ogni manipolazione dei principi di libertà passa, anzitutto, dalla repressione contro i giornalisti. Non è un caso – ha aggiunto il presidente Mattarella – che i regimi più efferati provvedano subito a comprimere gli spazi della libertà di informazione, non appena viene posto in discussione il loro operato”.
La repressione iraniana
“Pensiamo a quanto sta accadendo in questi giorni in Iran: insieme alla efferata crudeltà dello sterminio dei manifestanti, occultare quanto avviene – le manifestazioni di piazza, la repressione, le uccisioni – è stata la prima preoccupazione di un regime, che, fin dall’inizio, ha tentato di bloccare l’accesso alle fonti di informazione, la diffusione delle notizie“. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale i partecipanti al Seminario di Venezia per la stampa britannica. “Si tratta soltanto – ha aggiunto il presidente Mattarella – dell’ultimo esempio dei tentativi di nascondere il dissenso, il malessere sociale, la verità, attraverso l’oscuramento dei fatti che i giornalisti sono invece chiamati a testimoniare in ogni circostanza, particolarmente in quelle più drammatiche, come i conflitti dai cui teatri si cerca di escluderli, censurandone il lavoro o addirittura proibendo loro l’accesso”.
Il prezzo della libertà
Quello della stampa è “un impegno di verità e di libertà, che viene spesso pagato a caro prezzo: nel 2025 – come segnala la Federazione internazionale dei Giornalisti – oltre 120 giornalisti e operatori dell’informazione hanno trovato la morte nei conflitti, molti di essi a Gaza“. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale i partecipanti al Seminario di Venezia per la stampa britannica. “I temi che tratterete nei prossimi giorni- ha aggiunto – rivestono rilievo particolare per l’affermazione dei principi che ispirano un giornalismo libero e indipendente, consapevole dei suoi doveri verso i singoli cittadini e la pubblica opinione”.
Comune appartenenza
“I rapporti culturali, politici, economici tra Londra e Roma sono di lunga data e tante volte è stato possibile lavorare su obiettivi convergenti. La comune appartenenza alla civiltà europea non può subire indebolimenti o rimozioni”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale i partecipanti al Seminario di Venezia per la stampa britannica
Fonte Ansa

