Nel corso della Visita Ufficiale di Papa Leone XIV al Quirinale, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha pronunciato un discorso di alto profilo istituzionale e morale, improntato ai valori della pace, del dialogo e della cooperazione tra Stato e Chiesa. Accogliendo il Pontefice con profonda emozione, il Capo dello Stato ha ribadito il legame storico e spirituale che unisce l’Italia alla Santa Sede, soffermandosi sulle sfide globali del nostro tempo: i conflitti, le disuguaglianze, le nuove povertà e la necessità di un rinnovato umanesimo fondato sulla dignità e sulla solidarietà.
Le parole del Capo dello Stato
“Questa cerimonia vuol suggellare, anche oggi, il legame imprescindibile tra Santa Sede e Italia e rappresenta un gesto di omaggio nei Suoi confronti da parte dell’intera Italia, a nome della quale – assieme alle istituzioni della Repubblica qui presenti – desidero esprimere sentimenti di affettuosi auguri per l’Alto Magistero che il Conclave Le ha affidato”, ha detto il Capo dello stato nel discorso davanti alle alte cariche istituzionali convenute al Quirinale. Nel suo discorso Mattarella ha poi sottolineato che “viviamo tempi di grande difficoltà”. Il presidente ha poi continuato: “Il Secondo dopoguerra aveva saputo puntare a un mondo costruito sul multilateralismo, su di un sistema che prevedeva il dialogo per la soluzione delle controversie. Un sistema che oggi sembra progressivamente accantonato. Le istituzioni allora sorte appaiono indebolite – talvolta strumentalmente, e irresponsabilmente, delegittimate – e non in grado di incidere con la necessaria efficacia sulle crisi attuali. Preoccupa il venir meno di meccanismi che costruiscono fiducia tra gli Stati. In questo scenario, la logica del più forte, la tentazione di fare ricorso alle armi per risolvere una disputa, sembrano talvolta prevalere. Non vogliamo arrenderci alla prospettiva di una società dominata da oligarchi o, meglio, da privilegiati, in base al censo, alla spregiudicatezza, all’indifferenza verso gli altri, che si profila rimuovendo i valori di uguaglianza, di solidarietà, di libertà”. Parlando del conflitto a Gaza, per Mattarella “bisogna rilanciare la soluzione di uno stato per ciascuno per i due popoli l’unica condizione per pace e sicurezza duratura”. E infine sull’Ucraina: “L’aggressione russa su larga scala in Ucraina, a distanza di quasi quattro anni, continua a mietere vittime civili innumerevoli, a seminare morte e distruzione, a gettare una inquietante ombra di insicurezza sull’intero continente europeo”.
Gli auguri
La cornice pattizia invera ancora oggi la fruttuosa alleanza tra Chiesa Cattolica e Stato italiano, “ciascuno nel proprio ordine indipendenti e sovrani”, ma uniti nel comune obiettivo di tutelare e accrescere il bene comune. La solidità del rapporto con la Chiesa cattolica ha significato per l’Italia – e tengo a ricordarlo in questa occasione – un rafforzamento del patrimonio vitale e indivisibile dell’unità nazionale, accrescendo la coesione del nostro popolo, contribuendo alla consapevolezza della responsabilità che ciascuno reca verso la comunità in cui vive. La Chiesa cattolica ha svolto e continua a svolgere un’azione mirabile a sostegno delle frange più deboli della popolazione. E per questo le siamo profondamente grati. Un impegno che vediamo, quotidianamente, promuovere opere sociali di grande valore, accoglienza ai migranti, impegno per la legalità.
I ringraziamenti
Grazie per la sua visita. Sono certo di interpretare sentimenti unanimi, esprimendo sostegno e solidarietà alla Sua azione, in un contesto internazionale così difficile e travagliato. Formulo gli auguri più sinceri, a nome di tutte le italiane e tutti gli italiani, oltre che miei personali, per un fecondo Pontificato e per il benessere spirituale e personale della Santità Vostra.

