La ricerca di tracce di vita su Marte si arricchisce di un nuovo e importante tassello. Il rover Perseverance della Nasa ha individuato nelle rocce del cratere Jezero centinaia di grandi molecole organiche a base di carbonio, una delle prove più solide finora raccolte della presenza di composti essenziali per la vita sul Pianeta Rosso. La scoperta, pubblicata sulla rivista Science Advances, non dimostra l’esistenza di antichi microrganismi, ma rafforza l’ipotesi che in passato Marte abbia ospitato condizioni favorevoli allo sviluppo della vita.
Perseverance trova su Marte grandi molecole organiche nel cratere Jezero
Scoperte in due rocce marziane centinaia di grandi molecole organiche complesse a base di carbonio, elemento costitutivo di tutte le forme di vita sulla Terra. Le rocce sono state raccolte sulla superfice di Marte e analizzate dal rover Perseverance della Nasa e per gli esperti che le hanno analizzate potrebbero essere le tracce di antichi microrganismi. I dati sono stati pubblicati sulla rivista Science Advances, nella ricerca coordinata dal Planetary Science Institute di Tucson, dal Jet Propulsion Laboratory e dal California Institute of Technology.
Le dichiarazioni degli autori dello studio
Secondo gli autori dello studio, fra i quali una ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Astrofisica di Firenze, si tratta della più solida rilevazione di materia organica all’interno del cratere marziano Jezero, che il rover Perseverance sta esplorando dal 2021. “Sulla Terra, il carbonio molecolare si trova spesso in rocce antichissime e, in alcuni casi, costituisce l’unica traccia organica di una passata vita microbica”, afferma Ashley Murphy del Planetary Science Institute, che ha guidato lo studio insieme a Kyle Uckert del Jet Propulsion Laboratory. “Dato che Marte, nelle sue fasi iniziali, potrebbe essere stato più simile alla Terra, è lecito aspettarsi di trovare carbonio molecolare anche nelle antiche rocce marziane. Per questo – aggiunge – stiamo cercando tali macromolecole organiche su Marte, al fine di stabilire se vi siano mai stati gli ingredienti chimici e le condizioni ambientali necessari a sostenere la vita”.
Le tracce di carbonio
Le nuove tracce sono state rinvenute nella stessa area in cui, a settembre 2025, è stata individuata una possibile biofirma all’interno di un’altra roccia, che presentava particolari macchie, simili a quelle di un leopardo. I ricercatori hanno trovato anche potenziali firme di reazioni biochimiche. Le tracce, infatti, assomigliano molto a quelle generate da forme di vita microscopiche nei sedimenti terrestri. È anche possibile, però, che il carbonio osservato si sia formato in assenza di vita, ad esempio tramite la caduta di meteoriti o attraverso processi geologici idrotermali.
Fonte Ansa

