Mariupol: Mosca sequestra un convoglio umanitario. Zelensky: “100mila persone intrappolate”

I soldati russi sono entrati a Mariupol. Biden rilancia l'allarme sulle armi biologiche e chimiche della Russia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:50

Le forze russe hanno sequestrato un convoglio umanitario di 11 autobus vuoti diretto a Mariupol per trarre in salvo gli ucraini in fuga dalla città, facendo “prigionieri” gli autisti dei mezzi e diversi operatori dei servizi di emergenza: il presidente ucraino Volodymyr Zelensky denuncia la manovra di Mosca poche ore dopo il suo discorso al Parlamento italiano e assicura che Kiev sta “facendo di tutto per liberare la nostra gente”.

Zelensky: “100mila persone intrappolate a Mariupol”

Centomila persone sono rimaste intrappolate nella città di Mariupol stretta d’assedio, e affrontano la fame sotto costanti bombardamenti russi. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha fatto appello per il rilascio di un convoglio umanitario catturato dalle forze russe. Zelensky ha rinnovato il suo appello per corridoi umanitari sicuri, e ha detto che i civili stanno affrontando “condizioni disumane” in un “assedio totale senza cibo, né acqua, né medicine”.

Intanto, i soldati del presidente Vladimir Putin – inclusi i separatisti del Donbass – sono entrati a Mariupol, riferisce una fonte della difesa americana sottolineando che “gli ucraini stanno lottando molto duramente per non far cadere la città” nelle mani di Mosca. Si registra inoltre “attività navale russa nel Mar Nero, ma questo – secondo la stessa fonte – non significa che un attacco con mezzi anfibi contro Odessa sia imminente”

In particolare, un video pubblicato su Telegram e geolocalizzato dalla Cnn, mostra il lancio di missili cruise da una nave situata al largo della costa della Crimea, appena a ovest della città di Sebastopoli, verso l’Ucraina. L’avanzata russa procede e il Pentagono conferma che le forze di Mosca hanno usato missili ipersonici “almeno in un’occasione”, “contro un edificio e a una distanza ravvicinata”.

La Russia arretra nel Sud

Tuttavia, gli Usa confermano anche le difficoltà russe sul campo di battaglia: per la prima volta dall’inizio dell’invasione, infatti, la potenza di combattimento della Russia è scesa sotto al 90%, ha detto un funzionario della Difesa Usa spiegando che Mosca ha subito forti perdite “di munizioni e uomini”. “Hanno investito molto in questa guerra e hanno ancora molte risorse – ha sottolineato il funzionario – ma ogni giorno vediamo che perdono aerei, carri armati, artiglieria, elicotteri, jet. Stanno anche perdendo molti uomini”. Secondo il Pentagono, le forze ucraine stanno “riguadagnando terreno” nel sud dell’Ucraina, vicino Kherson. In un briefing con la stampa il portavoce della Difesa americana, John Kirby, ha parlato di segnali secondo cui l’Ucraina sta “contrattaccando” le forze russe. “Si stanno difendendo in modo molto intelligente, molto agile, molto creativo e da quello che vediamo stanno cercando di riguadagnare terreno nel sud, vicino Kherson”, ha detto il portavoce del Pentagono.

Il presidente americano Joe Biden, da parte sua, rilancia l’allarme sulle armi biologiche e chimiche della Russia alla vigilia della sua partenza per l’Europa, mentre il Cremlino parla esplicitamente di armi nucleari nel caso in cui “l’esistenza stessa” della Russia fosse in pericolo.

Zelensky conferma che i “difficili negoziati” con Mosca continuano, mentre – secondo quanto scrive il New York Times – annuncerà già domani nuove sanzioni a oltre 300 membri della Duma, la Camera bassa del Parlamento russo. L’occasione sarà la sua visita a Bruxelles per partecipare al vertice della Nato, all’incontro con i leader del G7 e al Consiglio europeo sull’Ucraina: e le sanzioni saranno annunciate in coordinamento con l’Unione Europea e i leader del G7.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.