Mafia: maxi colpo ai clan siciliani, 23 fermi tra Agrigento e Trapani

Lo studio di un'avvocata era stato scelto come base logistica dei clan perché la legge limita le attività investigative negli uffici legali

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:36
Carabinieri del Ros (immagine di repertorio)

Capimafia e boss della Stidda sono coinvolti nell’inchiesta della Dda di Palermo che oggi ha portato a 23 fermi. L’indagine colpisce le famiglie mafiose agrigentine e trapanesi ed è coordinata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Paolo Guido e dai pm Gery Ferrara, Claudio Camilleri e Gianluca De Leo.

L’inchiesta – coordinata dalla Dda di Palermo – riguarda anche un ispettore e un assistente capo della Polizia, accusati di concorso esterno in associazione mafiosa, accesso abusivo al sistema informatico e rivelazione di segreti d’ufficio, e un avvocato. Gli indagati – scrive Ansa – rispondono a vario titolo di mafia, estorsione, favoreggiamento aggravato.

Le indagini

Per 2 anni i capimafia di diverse province siciliane si sono riuniti nello studio di un’avvocata di Canicattì finita in cella oggi nel blitz dei carabinieri del Ros. La legale, difensore di diversi mafiosi, era la compagna di un imprenditore già condannato per associazione mafiosa. Il suo studio era stato scelto come base logistica dei clan perché la legge limita le attività investigative negli uffici degli avvocati.

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