Lotta al caporalato, ANCI in prima linea

Incontro oggi al Viminale con ministri Lamorgese e Orlando

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:31

Una ferma presa di posizione contro il caporalato arriva oggi dal presidente del Consiglio nazionale dell’Anci Enzo Bianco. “E’ arrivato il momento di passare dalle situazioni insostenibili legate al caporalato alla piena legalità nell’impiego del lavoro nella filiera agroalimentare, in ogni parte del Paese. Un progetto, sostenuto con convinzione dal presidente Anci Antonio Decaro e condiviso con i ministeri dell’Interno e del Lavoro, che si potrà attuare grazie ad un gioco di squadra che veda impegnati sindaci e Comuni, istituzioni nazionali e regionali, il mondo del lavoro in tutte le sue articolazioni”.

Bianco si è così espresso all’incontro sul contrasto al caporalato che si è svolto al Ministero dell’Interno nel pomeriggio, alla presenza tra gli altri dei ministri dell’Interno Luciana Lamorgese e del Lavoro Andrea Orlando, del procuratore capo della Cassazione Giovanni Salvi, degli ex procuratori Giancarlo Caselli e Cataldo Motta e dei rappresentanti di Coldiretti.

Come potranno agire i Comuni

“I Comuni potranno intervenire – ha proseguito Bianco – con le loro competenze su due punti fondamentali: il trasporto dei lavoratori, sinora purtroppo punto di forza del caporalato, e l‘offerta abitativa, ad esempio con interventi di social housing”.

Sulla necessità di riaffermare la legalità ha messo l’accento il sindaco di Prato, Matteo Biffoni: “E’ il momento di ridare piena dignità alle persone e al lavoro nei nostri territori, che si tratti di italiani o di stranieri soggetti a sfruttamento”. La riunione è servita a riprendere il discorso sul contrasto al caporalato avviato nei mesi scorsi dall’Anci con l’Osservatorio Agromafie e Coldiretti.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.