L’omaggio delle Frecce Tricolori al Papa, alla Chiesa e ai sacerdoti martiri del Covid

E' la prima volta che gli aerei della pattuglia acrobatica dell'Aeronautica militare sorvolano il Vaticano per la Liberazione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:12

Un omaggio al Papa, alla Chiesa e ai sacerdoti che hanno dato la vita per combattere la pandemia. E’ la prima volta che gli aerei della pattuglia acrobatica dell’Aeronautica militare sorvolano il Vaticano per le celebrazioni del 25 aprile, festa delle liberazione.

Foto ©Vatican Media

Significato del martirio

La Spoon River dei sacerdoti e dei religiosi in pandemia è aggiornata di continuo dalle diocesi. Oggi papa Francesco, in una lettera indirizzata a tutti i fedeli per il mese mariano, ha chiesto di pregare per “coloro che notte e giorno assistono i malati e per i sacerdoti che, con sollecitudine pastorale e impegno evangelico, cercano di aiutare e sostenere tutti“. E monsignor Francesco Beschi, vescovo di Bergamo, la diocesi italiana più colpita dal Covid-19 testimonia: “Preti e religiosi delle nostre parrocchie sono sempre stati presenti. Una cinquantina di loro sono morti, altri sono malati o in quarantena, ma sono sempre andati a pregare e a benedire i malati quando nessun parente può essere presente. La loro presenza accanto a chi soffre c’è e c’è sempre stata. Una testimonianza di vicinanza a tutti coloro che anche attraverso l’assistenza spirituale sanno di essere considerati, di non essere né abbandonati né soli. Ho ritenuto mio dovere morale recarmi al cimitero per la commemorare i defunti, per farmi voce delle preghiere di tutti”. E aggiunge: “Provo una profonda riconoscenza verso i miei sacerdoti. Nella diocesi abbiamo perso 24 preti, altrettanti religiosi. I sacerdoti sono ovunque ci sia bisogno di loro. Sono in costante contatto telefonico con loro. Lo spirito di condivisione si è ulteriormente rafforzato in queste tragiche settimane. Le parrocchie hanno resistito all’impatto distruttivo della pandemia e sono rimaste un baluardo di carità e spiritualità. Abbiamo resistito insieme alla minaccia della disumanizzazione. Ogni persona è un universo intero, non è un numero anonimo e senza volto”.

Presenza di Dio

Racconta monsignor Beschi: “Vado fiero del ricordo dei tanti cittadini che mi hanno scritto e telefonato dall’inizio della pandemia per dirmi che nel loro parroco, in un anziano prete, hanno avvertito la presenza di Dio. Stiamo vivendo un momento decisivo. Oltre alle risposte di ordine sanitario, economico e sociale, la gente dà segni credibili di fede autentica. In tanti si interrogano sul significato ultimo dell’esistenza, c’è una domanda diffusa di fede. C’è fame di fede e di speranza. A tutti dico che la speranza ha bisogno di condizioni reali ma anche di un’ispirazione spirituale. Chi cerca oggi il senso della vita, trova anche nel nostro servizio ai sofferenti una prospettiva di ridefinizione dei propri valori e priorità“.

 

 

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