“L'occidente vende ai terroristi le armi per uccidere noi cristiani”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:43

Noi cristiani perseguitati nell’indifferenza dell’occidente, che vende le armi ai terroristi anziché fermarli”,monsignor Justin Kientega, vescovo di Ouahigouya: “È in atto una persecuzione dei cristiani. Da mesi noi vescovi denunciamo quanto accade in Burkina Faso, ma nessuno ci ascolta. Evidentemente preferiscono tutelare i propri interessi“.

L'invocazione alla Madonna 

“Un atto di fiducia nella fede e nella speranza che con Maria, che intercede per noi, Dio ci darà la vittoria sul male e la forza di lavorare per l'avvento di un mondo più fraterno”, dichiara a Fides Laurent Dabiré, vescovo di Dori e presidente della Conferenza Episcopale Burkina Faso-Niger, nell’annunciare la consacrazione al Cuore Immacolato di Maria del Burkina Faso. “I vescovi su sollecitazione del popolo di Dio, hanno deciso di consacrare il Burkina Faso al Cuore Immacolato di Maria, Nostra Signora di Yagma”, spiega il presule al termine del pellegrinaggio al Santuario di Yagma, nell’arcidiocesi di Ouagadougou.

Animo puro

Anche quest'anno migliaia di persone delle 17 diocesi del Burkina Faso e del Niger hanno partecipato al pellegrinaggio, che si è tenuto per la prima volta nel 1988. Sia il Niger che il Burkina Faso, riferisce l'agenzia missionaria, sono colpiti da una serie di attacchi terroristici che stanno mettendo a dura prova la coesione sociale di entrambi i Paesi. L’ultima attacco in Burkina Faso risale alla notte del 2 febbraio quando una ventina di civili sono stati uccisi a Lamdamol, un villaggio nel nord del Paese. “Il Burkina Faso ha bisogno di uomini e donne con un cuore puro, in questo periodo di violenza terroristica che insanguina il Paese- evidenzia monsignor Dabiré-. Ecco perché è necessario consacrare il Burkina Faso al Cuore Immacolato di Maria, in modo che cessino le violenze. La lotta contro l'insicurezza implica anche la lotta contro le piaghe dell'identità etnica e religiosa spesso sfruttate dai terroristi, ma anche contro la corruzione e l'ingiustizia”.

Offensiva 

In Burkina Faso, puntualizza Fides,  “donne e uomini di buona volontà” non si sono dati per vinti per sconfiggere la violenza. In due settimane di esistenza (è nato il 16 gennaio 2020), il Movimento per la difesa, la coesione sociale, il ritorno della pace e la riconciliazione nazionale (Mpcrn), sta realizzando una vera offensiva su tutto il territorio nazionale per sostenere la riconciliazione di tutto il Paese. Ne fanno parte attori della società civile di varie tendenze, autorità religiose e consuetudinarie, ex ambasciatori e alti funzionari dell'esercito in pensione, ex funzionari, politici.

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