L’Europa deve lavorare per l’inclusione e la valorizzazione delle persone con disabilità, dice il ministro per le Disabilità parlando a Berlino, dove si trova all’ambasciata italiana per l’evento “Nothing about us, without us” dedicato alla Carta di Solfagnano, il documento che promuove inclusione, diritti e partecipazione sociale delle persone con disabilità sottoscritto dai Paesi del G7 nell’ottobre 2024. Il ministro ha poi fatto riferimento alla riforma sulla disabilità, attualmente in fase di sperimentazione in molte province italiane: “Mette la persona al centro del suo percorso di vita e intende superare le frammentazioni tra le risposte sociali e sanitarie”.
L’Europa per l’inclusione
“Tutta l’Europa deve fare di più sicuramente, c’è tanto lavoro da fare. L’Europa dovrebbe invertire l’ordine delle priorità”. Lo ha detto la ministra per le disabilità Alessandra Locatelli, intervenuta all’ambasciata italiana a Berlino in occasione dell’evento “Nothing about us, without us”, dedicato alla Carta di Solfagnano, un documento sottoscritto dai paesi del G7 nel 2024 per promuovere l’inclusione, i diritti e la partecipazione sociale delle persone con disabilità. “Bisogna dare di più – ha aggiunto – anche in termini economici per sostenere non solo i paesi che hanno politiche importanti di supporto e di sostegno per l’inclusione e la valorizzazione delle persone, sul tema del lavoro, della formazione, qui servono risorse che anche l’Europa potrebbe mettere a disposizione”.
La riforma
“In Italia stiamo portando avanti convintamente tutti i principi della Carta di Solfagnano, in particolare con la riforma sulla disabilità che è già legge e in sperimentazione in metà delle province italiane”. Lo ha detto la ministra per le disabilità Alessandra Locatelli, intervenuta all’ambasciata italiana a Berlino in occasione dell’evento “Nothing about us, without us”, dedicato alla Carta di Solfagnano, un documento sottoscritto dai paesi del G7 nel 2024 per promuovere l’inclusione, i diritti e la partecipazione sociale delle persone con disabilità. “La riforma mette la persona al centro del suo percorso di vita e intende superare le frammentazioni tra le risposte sociali e sanitarie. Ogni persona ha bisogno di supporto sanitario e di benessere, ma anche di formazione, di lavoro, di una dimensione abitativa dignitosa e di una vita sociale, culturale, relazionale, sportiva, affettiva che sia liberamente scelta a partire dai suoi desideri”.
Fonte Ansa

