Lo sguardo di Leone XIV sul mondo: dal martirio in Vietnam alla crisi in Venezuela

Il Papa commenta il Vangelo dei "piccoli" e, dopo la preghiera mariana, ricorda il nuovo beato martire in Vietnam ed esprime vicinanza al popolo del Venezuela

Leone XIV. Foto Vatican Media

Una catechesi incentrata sulla vera sapienza di Dio, che si rivela agli umili e solleva gli oppressi, ha guidato la riflessione di Papa Leone XIV durante l’Angelus domenicale. Commentando il Vangelo di Matteo, il Pontefice ha ricordato che il giogo di Cristo è una “scuola di libertà” capace di redimere il male. Al termine della preghiera, lo sguardo del Santo Padre si è allargato agli scenari internazionali: il Papa ha celebrato la recente beatificazione di padre Francesco Saverio Tru’o’ng Bǚu, martire in Vietnam, e ha rivolto un accorato pensiero di sostegno e preghiera al popolo del Venezuela, duramente colpito da un recente terremoto

Le parole del Papa

Il Vangelo della liturgia odierna (Mt 11,25-30) ci invita a condividere la lode che Gesù eleva al Padre, «Signore del cielo e della terra» (v. 25). Il Figlio di Dio, fatto uomo, manifesta il suo amore coinvolgendo ogni creatura in questo rendimento di grazie. La semplicità di un gesto così spontaneo e gioioso corrisponde allo stile di Dio, che ama rivelarsi «ai piccoli», mentre resta nascosto «ai sapienti e ai dotti» (cfr v. 25). Costoro, infatti, sono talmente pieni delle proprie idee che non riconoscono la presenza di Cristo, il Messia che visita il suo popolo. L’umana sapienza diventa allora arroganza e la dottrina degrada in superbia. La vera sapienza di Dio si rivela invece nell’umiltà della carne e il suo insegnamento si rivolge a quanti fanno più fatica: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi» (v. 28), dice il Signore. Andare da Gesù significa corrispondere al suo amore e condividere la sua vita fino alla croce, come ci ha spiegato Egli stesso: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua» (Mt 16,24). Proprio il dono di sé per amore è il “giogo” di Gesù (cfr Mt 11,29), cioè la sintesi del suo insegnamento, il cuore della sua sapienza, ardente di carità verso tutti. Fratelli e sorelle, come può essere “leggero” e “dolce” il peso della croce (cfr v. 30)? Per una sola ragione: perché il Signore lo porta per primo e con tutti noi, senza mai lasciarci soli in ciò che ci abbatte. Da autentico maestro, Gesù si fa carico dell’umanità ferita dal male, per prendersene cura. La sapienza che Egli ci dona è allora un annuncio di salvezza e il suo giogo ci solleva da ogni caduta. Alla sequela di Cristo, il nostro cammino non è dunque un’ascesi che mortifica: è una scuola di libertà, che prende sul serio il dramma della storia e ne illumina sempre il senso, soprattutto nei momenti più oscuri. Difatti, solo nella croce di Gesù il male viene redento: solo nella sua passione la nostra stanchezza mortale trova conforto e riscatto. Nella schiavitù, Cristo è liberazione. Sotto il flagello della guerra, Cristo è speranza. Nell’ora del peccato, Cristo è perdono. Questa è la vera sapienza, cioè la via che vogliamo percorrere insieme, uniti come discepoli nel suo nome. Gesù ce la insegna da Figlio, diventando nostro fratello: con la forza dello Spirito Santo, Egli stesso manifesta alla Chiesa la verità di Dio e dell’uomo, perché «nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo» (v. 27). Carissimi, mentre ringraziamo il Signore per questa sua confidenza piena d’amore, chiediamo l’intercessione di Maria, Regina della pace, per il bene della Chiesa e del mondo intero.

Dopo l’Angelus

Cari fratelli e sorelle, giovedì scorso, 2 luglio, nel Santuario di Tac Say in Vietnam, è stato beatificato il sacerdote Francesco Saverio Tru’o’ng Bǚu, ucciso nel 1946 in odio alla fede. In un contesto di prevaricazione e di violenza, si pose come difensore dei diritti della gente e non abbandonò i suoi parrocchiani. La sua intercessione e la sua preghiera sostengano gli operai del Vangelo che anche oggi si trovano in situazioni di persecuzione. Saluto con affetto tutti voi presenti oggi in Piazza San Pietro! Do il benvenuto ai pellegrini del Brasile e benvenuto al Coro dell’Università di Mérida, in Venezuela. Ricordo sempre nelle mie preghiere le vittime del terremoto e tutto il popolo venezuelano: che il Signore lo sostenga in questo momento così difficile Saluto alcuni gruppi polacchi: i sacerdoti novelli dei Frati Minori Cappuccini della Provincia di Cracovia; il Coro di bambini dell’Arcidiocesi di Łódź, accompagnato dal Vescovo Ausiliare, e il gruppo della Diocesi di Legnica. Saluto i giovani di Bellagio e la Corale “Jubilaeum” di Augusta, in Sicilia, con il Sindaco e il Parroco. A tutti auguro una buona domenica!

ARTICOLI CORRELATI

AUTORE

ARTICOLI DI ALTRI AUTORI

Ricevi sempre le ultime notizie

Ricevi comodamente e senza costi tutte le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

Stay Connected

Seguici sui nostri social !

Scrivi a In Terris

Per inviare un messaggio al direttore o scrivere un tuo articolo: