A sessant’anni dalla conclusione del Concilio Vaticano II, Papa Leone XIV ha inaugurato un nuovo ciclo di catechesi dedicato a uno degli eventi più decisivi della storia recente della Chiesa. Nel corso dell’udienza generale, il Santo Padre ha indicato nei Documenti conciliari una bussola ancora attuale per il cammino ecclesiale, definendoli un Magistero capace di illuminare le sfide del presente. Riprendendo le parole di san Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, Leone XIV ha sottolineato come il Concilio resti una “grande grazia” e una “stella polare” per una Chiesa chiamata a vivere la comunione, il dialogo e la corresponsabilità. Al centro del messaggio papale, la riscoperta del volto di Dio come Padre, l’unità tra Dio e il suo popolo, la riforma liturgica e l’apertura al mondo contemporaneo. Un invito, rivolto a tutti i fedeli, a rileggere il Concilio non come memoria del passato, ma come profezia viva per annunciare il Vangelo di giustizia e di pace.
Le parole del Santo Padre
Il tema dell’udienza generale di oggi è “Il Concilio Vaticano II attraverso i suoi Documenti”: un tema storico e importante che – annuncia Papa Leone XIV – sarà il tema per il nuovo ciclo di catechesi che si apre oggi. Un ciclo che diverrà “un’occasione preziosa per riscoprire la bellezza e l’importanza di questo evento ecclesiale”. Cita san Giovanni Paolo II che alla fine del Giubileo del 2000, affermava: “Sento più che mai il dovere di additare il Concilio, come la grande grazia di cui la Chiesa ha beneficiato nel secolo XX”. E sono trascorsi 60 anni dall’assise conciliare. Quindi, ancora più importante, rileggere i suoi Documenti e riflettere sul loro contenuto: “Si tratta infatti del Magistero che costituisce ancora oggi la stella polare del cammino della Chiesa. Come insegnava Benedetto XVI, «con il passare degli anni i documenti non hanno perso di attualità; i loro insegnamenti si rivelano particolarmente pertinenti in rapporto alle nuove istanze della Chiesa e della presente società globalizzata»”, ricorda il pontefice.
L’unità tra Dio e il suo popolo
“Dopo una ricca riflessione biblica, teologica e liturgica che aveva attraversato il Novecento, il Concilio Vaticano II ha riscoperto il volto di Dio come Padre che, in Cristo, ci chiama a essere suoi figli; ha guardato alla Chiesa alla luce del Cristo, luce delle genti, come mistero di comunione e sacramento di unità tra Dio e il suo popolo; ha avviato un’importante riforma liturgica portando al centro il mistero della salvezza e la partecipazione attiva e consapevole di tutto il Popolo di Dio. Al tempo stesso, ci ha aiutato ad aprirci al mondo ea cogliere i cambiamenti e le sfide dell’epoca moderna nel dialogo e nella corresponsabilità, come una Chiesa che desidera aprire le braccia verso l’umanità continuata, farsi eco delle speranze e delle angosce dei popoli e collaborare alla costruzione di una società più giusta e più fraterna” ha papa Leone XIV.
La giustizia e la pace
E ripercorre allora i temi del Concilio come la ricerca della verità “attraverso la via dell’ecumenismo, del dialogo interreligioso e del dialogo con le persone di buona volontà”. Questo spirito – secondo papa Leone XIV – “deve caratterizzare la nostra vita spirituale e l’azione pastorale della Chiesa, perché dobbiamo ancora realizzare più pienamente la riforma ecclesiale in chiave ministeriale e, dinanzi alle sfide odierne, siamo chiamati a rimanere attenti interpreti dei segni dei tempi, gioiosi annunciatori del Vangelo, coraggiosi testimoni di giustizia e di pace”. Fa ricordo anche di san Paolo VI, il papa che concluse i lavori del Concilio, che ai Padri conciliari al termine dei lavori, disse che “era giunta l’ora della partenza, di lasciare l’assemblea conciliare per andare incontro all’umanità e portarle la buona novella del Vangelo, nella consapevolezza di aver vissuto un tempo di grazia in cui si condensavano passato, presente e futuro”. E papa Leone XIV ricorda ai fedeli che anche “per noi è così”. Accostandoci ai Documenti del Concilio Vaticano II e riscoprendone “la profezia e l’attualità” – continua il pontefice – “accogliamo la ricca tradizione della vita della Chiesa e, allo stesso tempo, ci interroghiamo sul presente e rinnoviamo la gioia di correre incontro al mondo per portarvi il Vangelo del regno di Dio, regno di amore, di giustizia e di pace”.

