Leone XIV: “Mai più antisemitismo”

Il Papa ribadisce su X la ferma posizione della Chiesa, richiamando la dichiarazione Nostra Aetate come bussola per la fraternità e la tolleranza

© fermo immagine live streaming @Vatican Media

Il Giorno della Memoria non è una semplice ricorrenza scolastica, ma un monito necessario per rafforzare la coscienza umana contro i linguaggi d’odio e l’antisemitismo. Attraverso le parole dei Pontefici, la storia diventa una lezione per evitare nuovi abissi e promuovere la fraternità. Papa Leone XIV, in un post su X, ha ribadito la ferma posizione della Chiesa contro ogni discriminazione, restando fedele ai principi di tolleranza della dichiarazione Nostra Aetate.

La giornata di oggi

La memoria non è un semplice esercizio cognitivo. Può essere una lezione illuminante capace di salvare l’umanità da tragici avvenimenti già sperimentati nella storia. In particolare il Giorno della Memoria, che si celebra ogni anno il 27 gennaio per commemorare le vittime dell’Olocausto, non è semplicemente una data utile per gli studenti in modo che possano “ripassare” alcune nozioni prima di un esame o di una interrogazione su pagine drammatiche legate alla seconda guerra mondiale. È, innanzitutto, un richiamo per la coscienza interiore di ogni uomo e donna affinché possa rafforzarsi il sistema immunitario della famiglia umana davanti a possibili e nuovi orrori: gli abissi della storia quando prevalgono sulla fraternità un nazionalismo estremo, la diffidenza e i linguaggi d’odio. Le parole dei Papi sull’olocausto vanno in questa direzione. Sono un monito affinché l’orrore non sia dimenticato e l’antisemitismo non metta più radice.

Le parole del Papa

Non ultime quelle di Leone XIV che affida ad un post sul suo account X @Pontifex il suo pensiero sull’odierna ricorrenza: “Oggi, Giornata della Memoria – si legge – vorrei ricordare che la Chiesa rimane fedele alla posizione ferma della Dichiarazione #NostraAetate contro tutte le forme di antisemitismo e respinge qualsiasi discriminazione o molestia per motivi etnici, di lingua, nazionalità o religione”.

Fonte Vatican News

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