Leone XIV: “L’amicizia può cambiare il mondo”

Nella veglia a Tor Vergata il Papa risponde alle domande di tre giovani. A una di loro ha esortato a “volersi bene in Cristo”. “L’amicizia può veramente cambiare il mondo. L’amicizia è una strada per la pace”

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Leone XIV porta la croce del Giubileo nella veglia di Tor Vergata (foto: Vatican Media)

Papa Leone XIV, dopo un giro in papamobile a Tor Vergata, ha raggiunto il palco portando la Croce, accompagnato da giovani di 146 Paesi. Durante la veglia del Giubileo dei giovani, ha risposto a tre domande. La prima, da un giovane spagnolo, riguardava l’amicizia sincera e l’amore genuino, con il Papa che ha sottolineato come internet possa essere ambiguo e l’importanza delle relazioni vere. La seconda, da una ragazza italiana, sul coraggio di scegliere, e il Papa ha spiegato che la scelta è un atto fondamentale che definisce chi vogliamo diventare, radicato nell’amore di Dio. La terza, da un ragazzo statunitense, chiedeva come incontrare il Signore Risorto, e il Papa ha invitato ad ascoltare la sua parola, cercare la giustizia, servire i poveri, adorare l’Eucaristia e vivere secondo lo stile di Gesù. Dopo una breve pausa, tutti i giovani presenti hanno adorato in silenzio Gesù nel Sacramento dell’Eucaristia

L’arrivo del Papa

Al termine del giro in papamobile nell’area di Tor Vergata, durato circa mezz’ora, il Papa è sceso dalla jeep bianca scoperta e ha portato, a piedi, la Croce normalmente usata dai pellegrini per il passaggio della porta giubilare fino al palco dove si svolgerà tra poco la veglia, accompagnato da un folto corteo di giovani, saliti insieme a lui sui gradini che portano alla postazione papale in rappresentanza delle centinaia di migliaia di giovani, provenienti da 146 Paesi, che affollano la spianata dominata dalla Vela di Calatrava. Come sottofondo, le musiche composte da mons. Marco Frisina, che dirige il Coro e l’Orchestra della diocesi di Roma.

I giovani a Tor Vergata (foto: Vatican Media)

Prima Domanda

Come possiamo trovare un’amicizia sincera e un amore genuino che ci portino alla vera speranza? Come può la fede aiutarci a costruire il nostro futuro?”. È la prima domanda formulata da un giovane spagnolo e rivolta al Papa, durante la veglia del Giubileo dei giovani a Tor Vergata. “Siamo figli del nostro tempo”, ha detto la prima ragazza chiamata a salire sul palco, tra le centinaia di migliaia che affollano la grande cavea dominata dalla Vela di Calatrava: “Viviamo in una cultura che ci appartiene e che, senza accorgercene, ci sta modellando; è segnata dalla tecnologia, specialmente nel campo dei social media. Frequentemente ci illudiamo di avere molti amici e di creare relazioni strette, mentre sempre più spesso sperimentiamo diverse forme di solitudine. Siamo vicini e connessi con tante persone e, tuttavia, non sono relazioni vere e durature, ma effimere e comunemente illusorie”.

L’importanza delle relazioni

“Tra le molte connessioni culturali che caratterizzano la nostra vita, internet e i media sono diventati una straordinaria opportunità di dialogo, incontro e scambio tra le persone, oltre che di accesso all’informazione e alla conoscenza”. Lo ha detto il Papa, rispondendo in spagnolo alla prima domanda che gli è stata posta da una ragazza, nella stessa lingua, durante la veglia in corso a Tor Vergata, momento culminante, insieme alla messa di domani, del Giubileo dei giovani. “Questi strumenti risultano però ambigui quando sono dominati da logiche commerciali e da interessi che spezzano le nostre relazioni in mille intermittenze”, il monito di Leone XIV, sulla scorta di Papa Francesco, che ricordava che talvolta i “meccanismi della comunicazione, della pubblicità e delle reti sociali possono essere utilizzati per farci diventare soggetti addormentati, dipendenti dal consumo o dagli algoritmi”. “Allora le nostre relazioni diventano confuse, sospese o instabili”, il grido d’allarme di Papa Leone, secondo il quale, “quando lo strumento domina sull’uomo, l’uomo diventa uno strumento: sì, strumento di mercato, merce a sua volta”. “Le relazioni con altre persone sono indispensabili per ciascuno di noi, a cominciare dal fatto che tutti gli uomini e le donne del mondo nascono figli di qualcuno”, ha esordito il Pontefice: “La nostra vita inizia grazie a un legame ed è attraverso legami che noi cresciamo. In questo processo, la cultura svolge un ruolo fondamentale: è il codice col quale interpretiamo noi stessi e il mondo. Come un vocabolario, ogni cultura contiene sia parole nobili sia parole volgari, sia valori sia errori, che bisogna imparare a riconoscere”. “Cercando con passione la verità, noi non solo riceviamo una cultura, ma la trasformiamo attraverso scelte di vita”, l’itinerario suggerito alle nuove generazioni: “La verità, infatti, è un legame che unisce le parole alle cose, i nomi ai volti. La menzogna, invece, stacca questi aspetti, generando confusione ed equivoco”.

Il Papa a Tor Vergata (foto: Vatican Media)

Vogliatevi bene

“Vogliatevi bene tra di voi”. Lo ha detto il Papa, fuori testo, rispondendo alla prima domanda dei giovani durante la veglia a Tor Vergata per il Giubileo dei giovani. Leone XIV ha esortato l’immensa platea di giovani presenti e provenienti da tutto il mondo, sempre a braccio, a “volersi bene in Cristo”. “L’amicizia può veramente cambiare il mondo. L’amicizia è una strada per la pace”, ha assicurato il Pontefice.

Seconda Domanda

“Dove troviamo il coraggio per scegliere? Come possiamo essere coraggiosi e vivere l’avventura della libertà vera, compiendo scelte radicali e cariche di significato?”. È la seconda domanda rivolta al Papa, in italiano, da Gaia, durante la veglia a Tor Vergata, a cui partecipa una platea sterminata di giovani, che fin dalle prime ore del mattino ha pacificamente invaso l’area, compiendo cinque chilometri a piedi dai tre varchi di accesso previsti. “I nostri anni sono segnati dalle decisioni importanti che siamo chiamati a prendere per orientare la nostra vita futura”, ha detto a Leone XIV la giovane italiana: “Tuttavia, per il clima di incertezza che ci circonda siamo tentati di rimandare e la paura per un futuro sconosciuto ci paralizza. Sappiamo che scegliere equivale a rinunciare a qualcosa e questo ci blocca, nonostante tutto percepiamo che la speranza indica obiettivi raggiungibili anche se segnati dalla precarietà del momento presente”.

Il coraggio di scegliere

“La scelta è un atto umano fondamentale. Non si tratta solo di scegliere qualcosa, ma di scegliere qualcuno. Quando scegliamo, in senso forte, decidiamo chi vogliamo diventare. La scelta per eccellenza, infatti, è la decisione per la nostra vita: quale uomo vuoi essere? Quale donna vuoi essere?”. Lo ha spiegato il Papa, rispondendo alla seconda domanda dei giovani, in italiano, rivoltagli durante la veglia a Tor Vergata per il Giubileo dei giovani. “A scegliere si impara attraverso le prove della vita, e prima di tutto ricordando che siamo stati scelti”, ha detto Leone XIV: “Abbiamo ricevuto la vita gratis, senza sceglierla! All’origine di noi stessi non c’è stata una nostra decisione, ma un amore che ci ha voluti”. “Nel corso dell’esistenza, si dimostra davvero amico chi ci aiuta a riconoscere e rinnovare questa grazia nelle scelte che siamo chiamati a prendere”, il suggerimento del Papa, secondo il quale “per essere liberi, occorre partire dal fondamento stabile, dalla roccia che sostiene i nostri passi. Questa roccia è un amore che ci precede, ci sorprende e ci supera infinitamente: l’amore di Dio. Perciò davanti a Lui la scelta diventa un giudizio che non toglie alcun bene, ma porta sempre al meglio. Il coraggio per scegliere viene dall’amore, che Dio ci manifesta in Cristo. È Lui che ci ha amato con tutto sé stesso, salvando il mondo e mostrandoci così che il dono della vita è la via per realizzare la nostra persona. Per questo, l’incontro con Gesù corrisponde alle attese più profonde del nostro cuore, perché Egli è l’Amore di Dio fatto uomo”. Poi la citazione delle parole pronunciate venticinque anni fa da Giovanni Paolo II in questo stesso luogo: “È Gesù che cercate quando sognate la felicità; è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate; è Lui la bellezza che tanto vi attrae; è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso; è Lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita; è Lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere che altri vorrebbero soffocare”.

I giovani alla veglia di Tor Vergata (foto: Vatican Media)

Terza Domanda

“Come possiamo veramente incontrare il Signore Risorto nelle nostre vite e essere sicuri della sua presenza anche in mezzo alle prove e alle incertezze?”. È la terza e ultima domanda dei giovani al Papa, posta da un ragazzo statunitense, durante la veglia di preghiera a Tor Vergata, a cui sta partecipando una platea sterminata di giovani, provenienti da 146 Paesi. “Siamo attratti dalla vita interiore anche se a prima vista siamo giudicati come una generazione superficiale e sconsiderata”, il ritratto fornito da un giovane di lingua inglese nel corso della domanda dedicata alla spiritualità: “Profondamente dentro di noi, ci sentiamo attratti dal bello e dal buono come fonti di verità. Il valore del silenzio, come in questa veglia, ci affascina, anche se a volte suscita paura a causa di un senso di vuoto

Incontrare il Risorto

“L’amico che sempre accompagna la nostra coscienza è Gesù”. Lo ha assicurato il Papa, rispondendo in inglese alla terza e ultima domanda dei giovani, rivoltagli nella stessa lingua durante la veglia a Tor Vergata per il Giubileo dei giovani. “Volete incontrare veramente il Signore Risorto?”, ha chiesto Leone XIV alla folla sterminata di giovani che affolla la spianata dominata dalla Vela di Calatrava: “Ascoltate la sua parola, che è Vangelo di salvezza! Cercate la giustizia, rinnovando il modo di vivere, per costruire un mondo più umano! Servite il povero, testimoniando il bene che vorremmo sempre ricevere dal prossimo! Adorate l’Eucarestia, fonte della vita eterna! Studiate, lavorate, amate secondo lo stile di Gesù, il Maestro buono che cammina sempre al nostro fianco”. “Ad ogni passo, mentre cerchiamo il bene, chiediamogli: resta con noi, Signore!”, il consiglio del Papa alla domanda sulla spiritualità: “Resta con noi, perché senza di Te non possiamo fare quel bene che desideriamo. Tu vuoi il nostro bene; Tu sei il nostro bene. Chi Ti incontra, desidera che anche altri Ti incontrino, perché la tua parola è luce più chiara di ogni stella, che illumina anche la notte più nera”.

(fonte: Agensir)

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