Leone XIV: “La pace non nasce dalle armi atomiche, ma dal disarmo”

Nella prefazione del libro Disarmata e disarmante. La pace è un dono, Leone XIV ribadisce che la pace nasce dal disarmo e dalla coscienza umana

Papa
Papa Leone XIV Immagine tratta da Vatican News

La pace non si costruisce con la minaccia delle armi, ma con il coraggio del disarmo e della responsabilità umana. È il messaggio che Papa Leone XIV affida all’introduzione del volume Disarmata e disarmante. La pace è un dono, nel quale raccoglie alcune delle riflessioni più significative del suo pontificato sul tema della pace. Il Pontefice mette in guardia dalla nuova corsa agli armamenti, dal rischio di affidare alle macchine decisioni di vita e di morte e richiama il valore insostituibile della coscienza umana, ricordando che anche la scelta di una sola persona può cambiare il corso della storia.

Il Papa contro la corsa agli armamenti: “La pace ha bisogno di speranza”

“Soprattutto nell’era atomica, l’affermazione della verità deve farsi strada: non sono le armi atomiche che generano la pace, ma il disarmo“. È questo uno dei passaggi centrali dell’introduzione scritta da Papa Leone XIV per il volume dell’Editrice Vaticana Disarmata e disarmante. La pace è un dono, un’antologia dei suoi interventi sulla pace dall’inizio del pontificato, curata da Alessandro Banfi. Il Pontefice osserva che una convinzione ritenuta acquisita dopo la Guerra Fredda è oggi tornata in discussione: “Tale verità, che sembrava acclarata nei decenni scorsi, durante i quali abbiamo assistito a una de-escalation nucleare, è stata offuscata da una corsa agli armamenti che oggi spaventa e atterrisce”.

Il richiamo a Bob Dylan contro la bomba atomica

Nel testo Leone XIV richiama anche la voce della cultura contemporanea, citando Bob Dylan e la sua composizione poetica Go Away You Bomb (1963), nella quale il cantautore si rivolge simbolicamente all’arma nucleare con parole di forte condanna: “Ti odio perché ti ha fatto l’uomo e l’uomo ti possiede e l’uomo ti maneggia”.

La domanda sul futuro dell’umanità

Il Papa amplia poi la riflessione ai rischi del presente, segnati dall’intreccio tra nuove tecnologie e riarmo. “La Chiesa pone umilmente oggi all’attenzione di tutti una domanda: la specie umana deve continuare ad abitare la Terra? La combinazione del dominio cibernetico con il riarmo globale induce a porre seriamente tale questione”. Secondo Leone XIV, la pace ha bisogno di persone che la rendano concreta attraverso la propria vita. Per questo ricorda figure come il beato Floribert Bwana Chui, i servi di Dio Giorgio La Pira e Dorothy Day, testimoni che hanno favorito la pace combattendo la corruzione, soccorrendo i poveri e promuovendo la diplomazia.

I protagonisti silenziosi della pace

Accanto ai grandi testimoni, il Pontefice sottolinea il ruolo di tanti uomini e donne sconosciuti che, seguendo la propria coscienza, hanno contribuito a evitare il male. “La pace è incarnata anche da protagonisti non famosi che hanno seguito la propria coscienza”, scrive Leone XIV.

L’esempio di Stanislav Petrov

Tra questi esempi il Papa ricorda Stanislav Petrov, l’ufficiale sovietico che il 26 settembre 1983 contribuì a evitare una possibile guerra nucleare. I sistemi di allarme dell’Unione Sovietica segnalarono erroneamente il lancio di missili balistici dagli Stati Uniti. Contravvenendo agli ordini, Petrov decise di non comunicare il presunto attacco, intuendo che si trattava probabilmente di un errore del sistema. Una scelta che, ricorda il Pontefice, impedì una possibile escalation capace di provocare milioni di vittime.

La coscienza umana davanti all’intelligenza delle macchine

Nella parte conclusiva dell’introduzione Leone XIV mette in guardia anche dal rischio di affidare decisioni di vita e di morte alle tecnologie. “Un mondo in cui siano le macchine, per quanto sofisticate e più veloci di noi, a decidere un bombardamento su persone inermi sarebbe davvero spaventoso”. Per il Papa, la coscienza umana resta insostituibile: “La coscienza di un singolo uomo può valere il mondo intero”.

La speranza come fondamento della pace

L’introduzione si conclude con un richiamo alla speranza e alla missione della Chiesa. “La pace, infine, ha bisogno di speranza. La Chiesa continuerà a predicare la carità verso tutti gli uomini e le donne”, afferma Leone XIV, indicando nel disarmo, nella responsabilità personale e nella fraternità la strada per costruire una pace autentica.

Fonte Ansa

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