Leone XIV: “Gesù ci chiama alla libertà”

Il Santo Padre, nel corso dell'Angelus, ha richiamato i fedeli all'importanza della pace e dell'umiltà, sottolineando che "si deve elevare la voce della fraternità"

Angelus di Papa Leone XIV dal Palazzo apostolico (@ Vatican News)

Nel corso della preghiera dell’Angelus di domenica, Papa Leone XIV ha offerto una riflessione intensa sul valore dell’umiltà e sull’importanza dell’incontro autentico, a partire dal Vangelo del giorno. Rivolgendosi ai fedeli, il Pontefice ha sottolineato come lo stare a tavola insieme rappresenti un segno universale di pace e comunione. Invitando a lasciar spazio a Gesù nella propria vita, ha messo in guardia contro la corsa al riconoscimento e alla visibilità, richiamando la vera libertà che nasce dall’umiltà. La Chiesa, ha auspicato, deve essere una “palestra di umiltà”, dove ciascuno si senta accolto e amato.

Le parole del Santo Padre

Stare a tavola insieme, specialmente nei giorni di riposo e di festa, è un segno di pace e di comunione, in ogni cultura. Nel Vangelo di questa domenica Gesù è invitato a pranzo da uno dei capi dei farisei. Avere ospiti allarga lo spazio del cuore e farsi ospiti chiede l’umiltà di entrare nel mondo altrui. Una cultura dell’incontro si nutre di questi gesti che avvicinano. Incontrarsi non è sempre facile. L’Evangelista nota che i commensali “stavano a osservare” Gesù, e in genere Lui era guardato con un certo sospetto dai più rigorosi interpreti della tradizione. Ciò nonostante, l’incontro avviene, perché Gesù si fa realmente vicino, non rimane esterno alla situazione. Egli si fa ospite davvero, con rispetto e autenticità. Rinuncia a quelle buone maniere che sono soltanto formalità per evitare di coinvolgersi reciprocamente. Così, nel suo stile proprio, con una parabola descrive ciò che vede e invita chi lo osserva a pensare. Ha infatti notato che c’è una corsa a prendere i primi posti. Questo succede anche oggi, non in famiglia, ma nelle occasioni in cui conta “farsi notare”; allora lo stare insieme si trasforma in una competizione.

Lasciare a Gesù la parola

Sorelle e fratelli, sederci insieme alla mensa eucaristica, nel giorno del Signore, significa anche per noi lasciare a Gesù la parola. Egli si fa volentieri nostro ospite e può descriverci come Lui ci vede. È tanto importante vederci con il suo sguardo: ripensare a come spesso riduciamo la vita a una gara, a come diventiamo scomposti per ottenere qualche riconoscimento, a come ci paragoniamo inutilmente gli uni agli altri. Fermarci a riflettere, lasciarci scuotere da una Parola che mette in discussione le priorità che ci occupano il cuore: è un’esperienza di libertà. Gesù ci chiama alla libertà.

L’importanza dell’umiltà

Nel Vangelo usa la parola “umiltà” per descrivere la forma compiuta della libertà. L’umiltà, infatti, è la libertà da sé stessi. Essa nasce quando il Regno di Dio e la sua giustizia hanno veramente preso il nostro interesse e ci possiamo permettere di guardare lontano: non la punta dei nostri piedi, ma lontano! Chi si esalta, in genere, sembra non avere trovato niente di più interessante di sé stesso, e in fondo è ben poco sicuro di sé stesso. Ma chi ha compreso di essere tanto prezioso agli occhi di Dio, chi sente profondamente di essere figlio o figlia di Dio, ha cose più grandi di cui esaltarsi e ha una dignità che brilla da sé stessa. Essa viene in primo piano, sta al primo posto, senza sforzo e senza strategie, quando invece di servirci delle situazioni impariamo a servire. Carissimi, chiediamo oggi che la Chiesa sia per tutti una palestra di umiltà, cioè quella casa in cui si è sempre benvenuti, dove i posti non vanno conquistati, dove Gesù può ancora prendere la parola ed educarci alla sua umiltà, alla sua libertà. Maria, che ora preghiamo, di questa casa è veramente la Madre.

L’appello

Dopo la preghiera, il Santo Padre, ha sottolineato la gravità della guerra in Ucraina e le sofferenze della popolazione, richiamando tutti all’urgenza della pace e alla fraternità. Infine, Papa Leone XIV, ha esortato i fedeli a prendersi cura della nostra Casa Comune.

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