Leone XIV: “Fermare la tragedia della guerra”

Il Santo Padre, nel corso dell’Angelus, ha esortato i governati a conseguire la pace

Vaticano
Foto di Guy da Pixabay

Il Santo Padre, dopo la recita dell’Angelus, ha richiamato i governanti al conseguimento della pace e ha evidenziato le sofferenze causate dalla guerra all popolazione civile.

Le parole del Santo Padre

Oggi, in molti Paesi, si celebra la Solennità del Corpo e del Sangue di Cristo, il Corpus Domini, e il Vangelo racconta il miracolo dei pani e dei pesci (cfr Lc 9,11-17). Per sfamare le migliaia di persone venute ad ascoltarlo e a chiedere guarigione, Gesù invita gli Apostoli a presentargli il poco che hanno, benedice i pani e i pesci e ordina loro di distribuirli a tutti. Il risultato è sorprendente: non solo ciascuno riceve cibo a sufficienza, ma ne avanza in abbondanza (cfr Lc 9,17). Il miracolo, al di là del prodigio, è un “segno”, e ci ricorda che i doni di Dio, anche i più piccoli, crescono tanto più quanto più sono condivisi.

La condivisione umana

Noi però, leggendo tutto questo nel giorno del Corpus Domini, riflettiamo su una realtà ancora più profonda. Sappiamo infatti che, alla radice di ogni condivisione umana ce n’è una più grande, che la precede: quella di Dio nei nostri confronti. Lui, il Creatore, che ci ha dato la vita, per salvarci ha chiesto a una sua creatura di essergli madre, di dargli un corpo fragile, limitato, mortale, come il nostro, affidandosi a lei come un bambino. Ha condiviso così fino in fondo la nostra povertà, scegliendo di servirsi, per riscattarci, proprio del poco che noi potevamo offrirgli. Pensiamo a come è bello, quando facciamo un regalo – magari piccolo, proporzionato alle nostre possibilità – vedere che è apprezzato da chi lo riceve; come siamo contenti quando sentiamo che, pur nella sua semplicità, quel dono ci unisce ancora di più a quelli che amiamo. Ebbene, nell’Eucaristia, tra noi e Dio, avviene proprio questo: il Signore accoglie, santifica e benedice il pane e il vino che noi mettiamo sull’Altare, assieme all’offerta della nostra vita, e li trasforma nel Corpo e nel Sangue di Cristo, Sacrificio d’amore per la salvezza del mondo. Dio si unisce a noi accogliendo con gioia ciò che portiamo e ci invita ad unirci a Lui ricevendo e condividendo con altrettanta gioia il suo dono d’amore. In questo modo – dice S. Agostino – come dai «chicchi di grano, radunati insieme […] si forma un unico pane, così nella concordia della carità si forma un unico corpo di Cristo».

Un segno luminoso

Carissimi, stasera faremo la Processione Eucaristica. Celebreremo insieme la Santa Messa e poi ci metteremo in cammino, portando il Santissimo Sacramento attraverso le vie della nostra città. Canteremo, pregheremo e infine ci raccoglieremo davanti alla Basilica di Santa Maria Maggiore per implorare la Benedizione del Signore sulle nostre case, sulle nostre famiglie e su tutta l’umanità. Sia questa Celebrazione un segno luminoso del nostro impegno ad essere ogni giorno, partendo dall’Altare e dal Tabernacolo, portatori di comunione e di pace gli uni per gli altri, nella condivisione e nella carità.

L’esortazione alla pace

Dopo la recita dell’Angelus, le parole di papa Leone XIV hanno descritto lo scenario di guerra presente in Medio Oriente: “Uno scenario drammatico che include Israele e Palestina“. E in questo panorama così devastante “rischia di cadere in oblio la sofferenza quotidiana della popolazione, specialmente a Gaza e negli altri territori dove l’urgenza di un adeguato sostegno umanitario si fa sempre più pressante”. Il grido della pace chiede “responsabilità e ragione” in cui “ogni membro della comunità internazionale ha la responsabilità morale: fermare la tragedia della guerra prima che essa una voragine irreparabile”. Ancora una volta papa Leone XIV invoca la pace. Un grido che si spera non rimanga inascoltato.

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