Leone XIV: “Cristo, nostra Pasqua, ci benedica e doni la pace al mondo intero”

Nell’omelia il Santo Padre ha invitato i fedeli a portare nel mondo la luce della Risurrezione, oltre ogni paura e oscurità

Immagine tratta dalla diretta di Vatican Media

In una Piazza San Pietro gremita e illuminata dal sole primaverile, Leone XIV celebra la Santa Messa di Pasqua donando ai fedeli un messaggio intenso e universale. Al centro delle sue parole, la forza della Risurrezione come nuovo inizio per l’umanità, capace di vincere la morte e riaccendere la speranza anche nelle situazioni più difficili. In un tempo segnato da incertezze, sofferenze e conflitti, il Papa invita i cristiani ad allargare il cuore e a farsi testimoni concreti di una speranza che non delude, trasformando la vita quotidiana in segno vivo di rinascita e di luce.

Le parole del Santo Padre

Il mandato di Leone XIV ai cristiani per la Pasqua è quello di portare la speranza operata dalla Pasqua in tutto il mondo, perché “la Pasqua è la nuova creazione operata dal Signore risorto, è un nuovo inizio, è la vita finalmente resa eterna dalla vittoria di Dio sull’antico avversario”. Piazza San Pietro gremita, decorata come tradizione da fiori olandesi, per la prima Pasqua da pontefice di Leone XIV. È una giornata di sole dopo giorni di tempo incerto, un nuovo inizio con la primavera che finalmente fa capolino in una Roma ancora assonnata dalla veglia pasquale e in un mondo intorno che vive nel mondo incerto. Ma Pasqua è resurrezione, e Leone XIV lo mette in chiaro subito all’inizio dell’omelia. “La creazione intera – esordisce il Papa – risplende oggi di nuova luce, dalla terra si leva un canto di lode, esulta di gioia il nostro cuore: Cristo è risorto dalla morte e, con Lui, anche noi risorgiamo a vita nuova!” E, aggiunge, “questo annuncio pasquale abbraccia il mistero della nostra vita e il destino della storia e ci raggiunge fin dentro gli abissi della morte, da cui ci sentiamo minacciati e a volte sopraffatti. Esso ci apre alla speranza che non viene meno, alla luce che non tramonta, a quella pienezza di gioia che niente può cancellare: la morte è stata vinta per sempre, la morte non ha più potere su di noi!”

Il messaggio

Leone XIV lo concede: non è un messaggio “facile da accogliere”, di fronte a un potere della morte che “ci minaccia fuori”. E ci minaccia “dentro di noi, quando la zavorra dei nostri peccati ci impedisce di spiccare il volo; quando le delusioni o le solitudini che sperimentiamo prosciugano le nostre speranze; quando le preoccupazioni o i risentimenti soffocano la gioia di vivere; quando proviamo tristezza o stanchezza, quando ci sentiamo traditi o rifiutati, quando dobbiamo fare i conti con la nostra debolezza, con la sofferenza, con la fatica di ogni giorno, allora ci sembra di essere finiti in un tunnel di cui non vediamo l’uscita”. Ma ci minaccia anche “fuori di noi”, quando vediamo la morte “presente nelle ingiustizie, negli egoismi di parte, nell’oppressione dei poveri, nella scarsa attenzione verso i più fragili. La vediamo nella violenza, nelle ferite del mondo, nel grido di dolore che si leva da ogni parte per i soprusi che schiacciano i più deboli, per l’idolatria del profitto che saccheggia le risorse della terra, per la violenza della guerra che uccide e distrugge”.

Allargare il cuore

L’invito del Papa è “ad alzare lo sguardo e allargare il cuore”, perché ci rendiamo conto che “il sepolcro di Gesù è vuoto, e perciò in ogni morte che sperimentiamo c’è anche spazio per una nuova vita che sorge”. Insomma, “il Signore è vivo e rimane con noi. Attraverso fessure di risurrezione che si fanno spazio nelle oscurità, Egli consegna il nostro cuore alla speranza che ci sostiene: il potere della morte non è il destino ultimo della nostra vita. Siamo orientati una volta per sempre verso la pienezza, perché in Cristo risorto anche noi siamo risorti”. Leone XIV invita a ricordare che “nel Cristo risorto una nuova creazione è possibile ogni giorno”, e infatti l’evento della risurrezione avviene – lo dice il Vangelo di Giovanni – “il primo giorno della settimana”, e dunque “il giorno della risurrezione di Cristo ci rimanda così alla creazione, a quel primo giorno in cui Dio creò il mondo, e ci annuncia, nello stesso tempo, che una vita nuova, più forte della morte, adesso sta spuntando per l’umanità”.

Un nuovo inizio

Conclude Leone XIV: “La Pasqua è la nuova creazione operata dal Signore Risorto, è un nuovo inizio, è la vita finalmente resa eterna dalla vittoria di Dio sull’antico Avversario. Di questo canto di speranza oggi abbiamo bisogno. E siamo noi, risorti con Cristo, che dobbiamo portarlo per le strade del mondo”. Leone XIV esorta: “Corriamo allora come Maria di Magdala, annunciamolo a tutti, portiamo con la nostra vita la gioia della risurrezione, perché dovunque aleggia ancora lo spettro della morte possa splendere la luce della vita. Cristo, nostra Pasqua, ci benedica e doni la sua pace al mondo intero!”

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