Leone XIV alla Sapienza, Polimeni: “Costruire percorsi di dialogo e condivisione”

La visita del Santo Padre all’Università La Sapienza di Roma, per il rettore Polimeni, è una occasione di riflessione sul ruolo dell’università per promuovere la pace

Il rettore Antonella Polimeni Immagine tratta dalla diretta Vatican News

L’arrivo del Papa nell’Aula magna della Sapienza Università di Roma è stato salutato dal rettore Antonella Polimeni con parole di forte valore istituzionale e umano. Nel suo intervento, Polimeni ha sottolineato come la visita del Pontefice rappresenti un momento di grande significato per l’ateneo, capace di rafforzare il legame con la Santa Sede e con tutti coloro che riconoscono nel magistero papale un riferimento morale fondato sulla dignità umana, sulla fraternità e sulla solidarietà. Il rettore ha inoltre richiamato il difficile contesto internazionale segnato dalle guerre, invitando a non cedere al pessimismo ma a costruire, attraverso il dialogo e la responsabilità personale, percorsi concreti di pace e condivisione.

Le parole del Rettore

Una visita che “onora il nostro Ateneo e consolida ulteriormente il legame della Sapienza con la Santa Sede e la comunità dei fedeli che nella persona del Pontefice trovano una salda guida spirituale e un riferimento pastorale, e più in generale con quanti riconoscono nel suo magistero un richiamo universale ai valori della dignità umana, della fraternità, della solidarietà e del rispetto tra i popoli”. È il saluto della rettrice dell’Università “La Sapienza” di Roma, Antonella Polimeni, al Papa, entrato nell’Aula magna dell’ateneo laico più grande d’Europa per tenere il suo discorso. “Una visita – ha proseguito la rettrice – che si svolge in un momento particolarmente delicato della nostra storia recente, mentre gli echi e le conseguenze delle guerre ci richiamano a riflessioni inevitabili su valori minacciati, umiliati e dimenticati, ma per noi imprescindibili: la libertà, la pace, la democrazia e la solidarietà”. “Eppure, come dice Agostino, ‘Nos sumus tempora: quales sumus, talia sunt tempora’ (Sermo 80, 8), invitando, in contesti altrettanto complicati come la fine dell’Impero romano d’Occidente, a non lamentarsi della cattiveria dei tempi, ma a migliorare sé stessi per renderli migliori”, ha proseguito Polimeni: “La sua presenza qui oggi, il suo impegno instancabile a favore dell’unità tra i popoli ci rincuorano, ci danno fiducia e ci spingono ad accrescere ulteriormente il già forte impegno della Sapienza per costruire percorsi di dialogo e condivisione”.

Fonte Agensir

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