Le priorità del Piano sociale per il clima: riqualificazione energetica e contributo agli utenti vulnerabili

Il Piano sociale per il clima del Ministero dell’Ambiente prevede misure da 9,3 miliardi per l’elettrificazione dei consumi, il contributo in bolletta e la riqualificazione energetica di edilizia pubblica e microimprese

Foto di Annette da Pixabay

Tenere insieme transizione energetica e giustizia sociale. Lo prevede il Piano sociale per il clima del Ministero dell’Ambiente e approvato nell’ultimo Consiglio dei ministri. Il documento prevede misure per 9,3 miliardi di euro finanziati dal Fondo sociale per il clima e da cofinanziamento nazionale, per la riqualificazione la riqualificazione energetica di edilizia residenziale microimprese; il sostegno all’elettrificazione dei consumi domestici; la accessibilità del trasporto pubblico; il sostegno temporaneo al reddito di circa 4 milioni di famiglie ogni anno tra il 2028 e il 2031 con l’erogazione automatica del contributo in bolletta. Il Piano verrà trasmesso alla Commissione europea per la fase di negoziato formale per la successiva approvazione.

Il Piano da 9,3 miliardi

Il Consiglio dei ministri di martedì 4 agosto ha approvato il Piano Sociale per il Clima, predisposto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase): si tratta dello strumento, dal valore complessivo di 9,3 miliardi di euro, costruito per accompagnare la transizione energetica e mitigare gli effetti economici e sociali derivanti dall’Ets2, il nuovo sistema europeo di scambio delle quote di emissione per l’edilizia e il trasporto stradale, operativo dal 2028.

Le priorità

Gli interventi si concentrano su quattro priorità: la riqualificazione energetica dell’edilizia residenziale pubblica e degli immobili delle microimprese; il sostegno all’elettrificazione dei consumi domestici; il potenziamento e la maggiore accessibilità del trasporto pubblico; un sostegno temporaneo al reddito attraverso il Bonus Sociale Energia Plus, che interesserà circa 4 milioni di famiglie ogni anno tra il 2028 e il 2031 con l’erogazione automatica del contributo in bolletta.

I fondi

Il Piano prevede, per il periodo 2026-2032, sette miliardi finanziati dal Fondo sociale per il clima e 2,3 miliardi di cofinanziamento nazionale. Le risorse sono destinate a famiglie vulnerabili, microimprese e utenti vulnerabili dei trasporti.

Il passaggio alla Commissione Ue

A seguito dell’esame del Consiglio dei ministri, il Mase procederà alla trasmissione del Piano alla Commissione europea per la fase di negoziato formale per la successiva approvazione. “Il Piano Sociale per il Clima – afferma il Ministro Gilberto Pichetto – accompagna la transizione energetica con misure concrete, coniugando gli impegni ambientali con la tutela delle fasce più vulnerabili, dunque nella direzione di una decarbonizzazione sostenibile a tutti i livelli”.

Fonte Ansa

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