L’allarme di Oxfam Italia: “Due miliardi di persone non hanno accesso all’acqua pulita”

Una persona su quattro, a livello globale, non può né bere né lavarsi perché la risorsa idrica di cui dispone non è sicura

Acqua. Foto © Charles Nambasi da Pixabay.

Nel mondo, una persona su quattro è senza acqua pulita. A causa delle guerre e della crisi climatica, infatti oltre due miliardi di persone vivono in contesti dove la risorsa idrica non è sicura, in molti casi non potendo quindi contare su servizi igienico-sanitari adeguati. “L’acqua sporca o insicura può essere letale in crisi umanitarie prolungate”, denuncia Oxfam Italia. L’affiliata italiana della organizzazione non governativa internazionale lancia la campagna di raccolta fondi per garantire acqua e kit igienici alla popolazione colpite dal conflitto in Medio Oriente.

Senza acqua pulita

Nel mondo “più di 2 miliardi di persone – 1 persona su 4 – non hanno accesso a fonti d’acqua pulita per bere o lavarsi a causa dei conflitti o della crisi climatica” e “1,7 miliardi non possono contare su servizi igienico sanitari adeguati”, fattore per cui “oltre 1.000 bambini sotto i 5 anni muoiono”, in particolare nei Paesi più poveri: è quanto denuncia in un comunicato Oxfam Italia, sottolineando come “l’acqua sporca o insicura – non va dimenticato – può essere più letale della guerra in contesti di crisi umanitarie prolungate”, ad esempio a Gaza o in Siria.

Raccolta fondi

In tale contesto, Oxfam Italiana annuncia il lancio di una campagna di raccolta fondi intitolata “Dona acqua, salva una vita”, volta a raccogliere contributi fino al 31 marzo, giorno in cui si celebra la Giornata mondiale dell’acqua. Le donazioni sono possibili attraverso sms o chiamate da telefono fisso al 45593. “Donare oggi per garantire acqua pulita e kit igienici alle popolazioni colpite dal nuovo conflitto che si sta estendendo in Medio Oriente è quanto mai essenziale”, dichiara Emilia Romano, presidente di Oxfam Italia. “Oxfam continua a lavorare a Gaza, in Cisgiordania, Siria, Libano, Giordania e in altri Paesi della regione colpiti da questa nuova escalation. Faremo tutto il possibile per raggiungere le persone che, ancora una volta, rischiano di essere costrette a lasciare le proprie case per sfuggire ai bombardamenti e trovare un riparo”.

Fonte Ansa

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