Un quadro con diversi chiaroscuri, quello tratteggiato dalle Nazioni Unite in un rapporto sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, gli impegni presi dai 193 Stati membri dell’Onu per sconfiggere la povertà, proteggere il pianeta e ridurre le diseguaglianze entro il 2030. A meno di un lustro da quella data, infatti, da un lato un quasi un miliardo di persone ora ha accesso all’acqua potabile sicura e più della metà della popolazione mondiale è coperta da un sistema di protezione sociale, ma dall’altro una persona su dieci vive in estrema povertà, oltre due milioni soffrono la fame, i rifugiati sono raddoppiati nell’arco di dieci anni e 273 milioni di minori non vedono garantito il loro diritto all’istruzione.
Il rapporto
A meno di cinque anni dal 2030, un rapporto delle Nazioni Unite mostra che gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sdgs) hanno migliorato la vita di miliardi di persone grazie a investimenti sostenuti e cooperazione internazionale, ma avverte che i governi devono accelerare urgentemente i loro sforzi se vogliono rispettare gli impegni presi più di un decennio fa. Gli obiettivi, una “roadmap comune per la pace”, adottati nel 2015 dai 193 Stati membri dell’Onu mirano a eradicare la povertà, proteggere il pianeta e garantire prosperità per tutti.
I progressi fatti
Tra i progressi fatti dalla loro adozione: quasi un miliardo di persone ha ottenuto accesso ad acqua potabile sicura; 1,2 miliardi di persone beneficiano ora di servizi igienico-sanitari gestiti in modo sicuro; le nuove infezioni da HIV sono diminuite del 30% tra il 2015 e il 2024; il 92% della popolazione mondiale ha ora accesso all’elettricità; l’uso di Internet è aumentato dal 40% al 74% della popolazione mondiale; più della metà della popolazione mondiale è ora coperta da un sistema di protezione sociale.
I ritardi da colmare
Ma permangono ritardi gravi che rischiano di impedire il raggiungimento degli obiettivi entro il 2030. Ancora oggi, rileva il rapporto: una persona su dieci vive in estrema povertà; 2,3 miliardi di persone sono in insicurezza alimentare; il tasso di mortalità materna rimane quasi tre volte superiore all’obiettivo globale; 273 milioni di bambini e giovani sono fuori scuola; la popolazione globale di rifugiati è più che raddoppiata nell’ultimo decennio; entro il 2025, la temperatura media globale ha raggiunto 1,43°C sopra i livelli preindustriali.
I fattori
Secondo il rapporto, l’intensificarsi dei conflitti, gli effetti del cambiamento climatico, il rallentamento della crescita economica, l’aumento del debito e i cali record nell’assistenza ufficiale allo sviluppo stanno rallentando i progressi e colpendo le popolazioni più vulnerabili. Presentando il rapporto presso la sede dell’Onu a New York, la Vice Segretaria Generale, Amina Mohammed ha chiesto una riforma delle banche multilaterali di sviluppo affinché possano offrire sollievo dal debito e finanziamenti a lungo termine. “A molti paesi viene chiesto di mantenere le loro promesse senza avere i mezzi per farlo”, ha detto.
Fonte Ansa

