La vecchiaia, un tempo “di grazia” da valorizzare

E' stata presentato in Sala Stampa Vaticana la prima edizione del "Vatican Longevity Summit: sfidare l'orologio del tempo", che si svolgerà questo pomeriggio presso il Centro Conferenze dell'Augustinianum. Mons. Paglia: "Essere vecchi è una grande conquista"

I Relatori alla conferenza stampa in Sala Stampa della Santa Sede, 24 marzo 2025 (foto: Francesco Vitale)

Conferenza Stampa di presentazione del “Vatican Longevity Summit: sfidare l’orologio del tempo“, che si svolgerà questo pomeriggio presso il Centro Conferenze dell’Augustinianum. Un Summit che riunisce scienziati e premi Nobel per promuovere un invecchiamento sano, sostenibile e integrale.
Una iniziativa voluta dal Padre Alberto Carrara, Presidente del Comitato Organizzatore, con il Patrocinio della Pontificia Accademia per la Vita.
“La vecchiaia è un tempo di grazia”, ha sempre sottolineato il Papa” e non va visto come declino

Una spiritualità della vecchiaia

“Il tempo della vecchiaia è un tempo cruciale – ha detto S.E. Mons. Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita – e il pianeta entro il 2050 vedrà crescere il numero degli anziani a più di due miliardi (il 22% della popolazione”. Si realizza in questo modo un obiettivo importante. Quello di non morire più giovani. Ma per Paglia siamo in unaa gigantesca contraddizione perché “l’intera cultura ritiene la vecchiaia un naufragio. Persino il termine vecchio viene spesso bandito”. Andrebbe cambiata la cultura: “essere vecchi è una grande conquista e un onore anche da augurare a un giovane”.
Oggi nella storia convivono fino a 5 generazioni (bambini, ragazzi, adulti, anziani).
Occorre recuperare la comunicabilità tra generazioni. “Anche per la Chiesa – ha detto Paglia – è una grande sfida. Nelle diocesi ci sono sacerdoti per i giovani, ma mancano sacerdoti per gli anziani”.
Papa Francesco ha accolto l’urgenza, dedicando una festa ai nonni, ma anche ai nipoti. “Due realtà estreme che devono essere collegate: un bambino senza un aiuto muore. Ugualmente è così per gli anziani. Ecco quindi una spiritualità della vecchiaia”.
Dobbiamo evitare il rischio che la società non consideri e non dia la giusta importanza alla vecchiaia e alla relazione tra generazioni.

Prof. Padre Alberto Carrara, Presidente del Comitato Organizzatore del Vatican Longevity Summit (foto: Francesco Vitale)

Attenzione alla longevità

Il Prof. Padre Alberto Carrara, Presidente del Comitato Organizzatore, ha dato lettura del messaggio di Papa Francesco inviato per questo evento con gli auspici di una particolare attenzione agli anziani, ricchezza per la Chiesa e per la Società, per favorire sempre progetti di sviluppo sociale.
“Vogliamo parlare del tema della longevità – ha detto Carrara – con la consapevolezza che la scienza ha fatto degli sviluppi. E’ importante valorizzare uno sviluppo integrale della persona. La tecnologia può avere sempre due volti: l’essere umano sperimenta la frattura del bene e del male e in un mondo di conflitti, la scienza può giocare un ruolo importante per configurare uno sviluppo integrale per il benessere della comunità umana”.
Tra gli strumenti c’è bisogno anche della equità la “democratizzazione della longevità”. Si potrà quindi, per padre Carrara, creare un gruppo di lavoro che possa portare avanti “una riflessione etica sulla longevità. Quali modelli avere e trasmettere? E’ l’obiettivo per i prossimi anni a venire. Un valore ancora più importante nell’Anno della Speranza”.

Prof. Giulio Maira, Neurochirurgo e fondatore della Fondazione Atena (foto: Francesco Vitale)

Prevenzione sociale

Preziosa la presenza del Prof. Giulio Maira, Neurochirurgo e fondatore della Fondazione Atena, che è stato anche primario del Policlinico Gemelli, che ha sottolineato il significato della fragilità in un anziano.
“Si lavora per prolungare la vita dell’uomo – ha detto Maira – e che possa proseguire in uno stato di benessere e in maniera sana”. Oggi in media ci sono 6-8 anni passati in malattia o in difficoltà”.
Bisogna quindi contare sulla prevenzione già da quando si è giovani ed educare alla prevenzione. “Occorre anche una prevenzione sociale – ha detto – combattere le povertà, le disinformazioni”.
Un’attenzione poi alla salute della donna “prevenire le loro malattie – riflette Maira – vuol dire promuovere anche la nuova vita”.
Vivere a lungo e con un cervello sano sarebbe l’obiettivo principale. Oggi una percentuale importante intorno al 7,2% vive gli ultimi anni con demenza senile.
A che età iniziare con i comportamenti sani? “Bisogna iniziare a far passare i messaggi ai più piccoli dalle scuole primarie, con una particolare attenzione al web, guardano alla vera bellezza che la società ci può dare”.

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