La pace cammina a piedi nudi: l’appello delle donne per la fine della guerra

Roma ha ospitato “Barefoot Walk: Mothers’ Call for Peace”, l’iniziativa che unisce donne israeliane e palestinese nel chiedere la cessazione del conflitto in Medio Oriente

Le due rappresentanti del movimento Mothers' Call, Yael Admi e Reem Al-Hajajreh. Foto Lorenzo Cipolla

La pace procede scalza sui sampietrini del centro di Roma. Persone da tutto il mondo hanno partecipato, portando il loro sostegno, camminando a piedi nudi per le vie della Città eterna, a “Barefoot Walk: Mothers’ Call for Peace”. L’iniziativa, promossa dal movimento Mothers’ Call, unisce donne israeliane e palestinesi per chiedere la fine della guerra in Medio Oriente e il coinvolgimento delle donne nelle decisioni che riguardano il futuro e la convivenza dei due popoli.

La manifestazione “Barefoot Walk: Mothers’ Call for Peace” a Roma. Foto Lorenzo Cipolla

Dal dolore la speranza

In testa al corteo, le due leader del movimento, l’israeliana Yael Admi, attivista pacifista da 40 anni, dell’organizzazione Woman Wage Peace, e la palestinese Reem Al-Hajajreh, fondatrice di Women of the Sun, che sviluppa programmi dediti all’educazione, all’autonomia finanziaria e alla partecipazione politica delle donne. Mothers’ Call è nato nel 2021 dalla loro scelta di unire le forze perché il conflitto israelo-palestinese termini e venga rispettata la Risoluzione 1325, approvata oltre due decenni fa dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, nota anche come “Agenda Donne, Pace e Sicurezza”, che prevede il contributo delle donne nella risoluzione delle ostilità e nel raggiungimento di una pace duratura. “Camminiamo a piedi nudi per sentire sotto di noi il terreno bagnato dal sangue dei nostri bambini e, da questo dolore, portare speranza”, dice a Interris.it Admi. “Noi donne sappiamo costruire la fiducia, ascoltare voci diverse e trovare soluzioni. Soprattutto siamo determinate, non ci arrenderemo”.

Un momento della manifestazione “Barefoot Walk: Mothers’ Call for Peace” a Roma. Foto Lorenzo Cipolla

L’appello per la pace

La folla del corteo si raduna davanti al Museo dell’Ara Pacis e sfila per le vie centrali della capitale, la nuda pianta dei piedi che tocca l’asfalto. C’è gente dalla Germania, dall’India, dagli Stati Uniti alla Nuova Zelanda, passando per l’Irlanda, che chiede la pace e un futuro diverso per i figli di quella terra. Amy, da Washington, dice a Interris.it: “Le donne conoscono meglio le loro comunità, sono solidali e sanno collaborare tra loro. Quando le donne sono al tavolo, le cose si fanno in maniera diversa”. In piazza del Popolo, Admi e Al-Hajajreh invocano pace e speranza. L’appello congiunto delle donne e madri, il cuore pulsante della loro azione, è che le divisioni e la guerra, che colpiscono soprattutto donne e bambini, finiscano, per lasciare spazio al dialogo, essenziale per garantire la sopravvivenza delle rispettive comunità.

Un gruppo di suore francescane missionarie d’Egitto che partecipa all’iniziativa. Foto Lorenzo Cipolla

La testimonianza

Una richiesta che si alza mentre la situazione in Medio Oriente è di nuovo tesa, a causa dell’escalation delle ultime settimane. “La situazione delle nostre sorelle in Libano, in Giordania, in Siria, in Iraq e anche in Israele è tragica, la guerra crea solo distruzione e paura, si vede poco impegno per il dialogo”, dice a Interris.it. suor Loretta, francescana missionaria d’Egitto, presente alla marcia con un gruppo di consorelle. “Siamo solidali con le promotrici dell’iniziativa. Penso che le donne siano in grado non solo di invocare la pace, ma anche di trovare le soluzioni. Anche nella storia biblica sono state le donne a condurre i popoli alla pace”, aggiunge.

La performance canora sulla Terrazza del Pincio. Foto Lorenzo Cipolla

Sostegno

La marcia a piedi nudi si conclude sulla Terrazza del Pincio, con l’esecuzione a cappella di un brano della cantante statunitense Milck. Per domani è previsto un incontro delle due rappresentanti in Vaticano con papa Leone, il pontefice che si è presentato al mondo con le parole “pace disarmata e disarmante”. Cosa gli diranno? “Lo incontreremo e gli chiederemo di aiutarci”, risponde ancora a Interris.it Admi. “Roma è il centro del mondo, il posto più adatto per avviare un movimento internazionale che sostenga il nostro ‘Appello delle madri per la pace’”.

ARTICOLI CORRELATI

AUTORE

ARTICOLI DI ALTRI AUTORI

Ricevi sempre le ultime notizie

Ricevi comodamente e senza costi tutte le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

Stay Connected

Seguici sui nostri social !

Scrivi a In Terris

Per inviare un messaggio al direttore o scrivere un tuo articolo: