La Juve trionfa: la Coppa Italia è sua

Al Mapei, battuta l’Atalanta (2-1). Decidono i gol di Kulesevski e Chiesa. Inutile il momentaneo pari di Malinovskyi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:23
Fonte LaPresse

La Coppa Italia è bianconera. Vince la Juve che a Reggio Emilia s’impone alla distanza all’Atalanta che parte meglio ma si perde per strada. Kulusevski firma il vantaggio bianconero, Malinovskyi firma il pari. Nella ripresa, decide il gol di Federico Chiesa.

Le scelte dei due tecnici

Ritorna il pubblico negli stadi di calcio anche in Italia. Overture al Mapei di Reggio Emilia per la finale TimVision di Coppa Italia tra Atalanta e Juventus. Sugli spalti, equamente divisi tra e due tifoserie, 4.300 spettatori.

Gasperini sceglie Pessina alle spalle di Zapata e Malinovskyi, mentre accanto a Cristiano Ronaldo, Pirlo scegli Kulusevski.

Gasperini si affida al suo ormai collaudato 3-4-1-2, con Gollini tra i pali, Toloi, Romero e Palomino nei tre dietro, Hateboer, De Roon, Freuler e Gosens in mediana e, come detto, Pessina alle spalle di Malinovskyi e Duvan Zapata. Pirlo invece si affida al 4-4-2: tra i pali c’è Buffon, nei quattro dietro Cuadrado, Chiellini, De Ligt e  Danilo. McKennie, Bentancur, Rabiot e Chiesa dietro le due punte Ronaldo e Kulusevski. Direzione di gara affidata a Massa di Imperia.

Uno a uno all’intervallo

Parte meglio la Dea. L’Atalanta gioca di squadra, movimenti avvolgenti ad occupare tutte le zone del campo, Juve che gioca di rimessa. Zapata sfonda subito a sinistra e la mette in mezzo per Palomino a rimorchio. Ci pensa Buffon. Ancora Zapata a regalare l’illusione del gol proprio sotto la curva atalantina. Juve sorpresa dall’avvio avvolgente dei bergamaschi. Raddoppio sul portatore palla, Juve che fatica ad uscire. Ancora Buffon protagonista nell’anticipare Zapata dopo un retropassaggio di De Ligt. Poi, occasionissima per Freuler, destro incrociato e palla che passa a un niente dal palo. Poi ci prova Malinovskyi, senza fortuna. Meglio l’Atalanta sul piano del gioco, ma la Dea non graffia e così, d’improvviso, arriva il vantaggio bianconero. Flipper in area bergamasca, palla che schizza dalle parti di Kulusevski che a giro mette alle spalle di Gollini: 1-0 Juve.

L’Atalanta non si scompone e continua nel suo gioco, fatto di tanto possesso e verticalizzazioni improvvise. Malinovskyi mette in mezzo per Palomino che in spaccata arriva in ritardo sul pallone. Poi ancora Buffon su Zapata. Ma l’Atalanta è viva e a quattro dall’intervallo trova il meritato pari. Hateboer tocca per Malinovskyi che col mancino non dà scampo a Buffon: 1-1 al Mapei.

Segnali bianconeri

Ripresa che inizia sullo stesso tenore della prima frazione, con l’Atalanta che continua a farsi preferire, almeno sul piano del gioco. Che la Juve subisce perché la manovra atalantina è fatta di squadra, di gioco corale, con le pedine dello scacchiere di Gasperini che si muovono in sintonia. Lanci lunghi per la Juve, che perde i duelli in mezzo al campo. Ma la Juve, sorniona, è sempre lì. E ancora Kulusevski a mettere apprensione alla retroguardia bergamasca. Ci pensa Gollini a salvare tutto.  Ronaldo si vede poco, ma quando si vede qualcosa la combina sempre. Come quando mette di tacco la palla a rimorchio per premiare l’inserimento di Chiesa che centra il palo. Segnali bianconeri con la Dea che si rilassa un pochino e la Juve ne approfitta. Gasperini non è contento e prepara il primo cambio della partita. Dentro Muriel, fuori Malinovskyi, quindi Pasalici prende il posto di Pessina, con Gasperini che cambia due terzi del reparto avanzato.

Chiesa vale la Coppa

L’Atalanta è meno incisiva rispetto alla prima frazione, la Juve lo capisce e prova l’affondo. Il vantaggio si materializza a stretto giro ed è una percussione che trova impreparata la difesa della Dea. Chiesa va al triangolo stretto  con Kulusevskyi, azione in fotocopia della precedente, ma stavolta l’ex viola trova il bersaglio grosso e fa 2-1 per la Juve. Pirlo richiama proprio Chiesa ed inserisce Dybala, mentre Gasperini richiama Toloi ed inserisce Djmsiti. Atalanta adesso con difesa a quattro e si dispone 4-2-3-1, perde lucidità e la manovra non è più pulita e avvolgente. Dieci alla fine, con l’inerzia della partita tutta nei piedi dei bianconeri. Pirlo toglie Kulusevski ed inserisce Bonucci, mentre l’Atalanta gioca la carta Miranchuk che prende il posto di Gosens. Il cronometro corre veloce, e alla fine ne mancano appena sei. Atalanta costretta a spingere ventre a terra per riprenderla, Juve che si difende con ordine. Quattro di recupero per le speranze atalantine. Ma nella Dea si è spenta la luce, mentre comincia ad esultare il popolo bianconero dietro la porta di Buffon. Traguardo vicino. Non c’è più tempo. Massa fischia la fine, la Coppa Italia è bianconera. Esulta Pirlo che ha portato a casa due trofei, mastica amaro Gasperini. L’Atalanta ha sprecati troppo, si è disunita e ha pagato il cinismo della Juve. Che alla fine, con merito, porta a casa la Coppa Italia.

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