Italia, Confcommercio: stima di crescita del Pil vicina all’1%

Migliorano occupazione, turismo e industria: con la pace in Medio Oriente il Pil potrebbe avvicinarsi all'1%

L’economia italiana conferma segnali di rafforzamento nel secondo trimestre del 2026, sostenuta dalla crescita dell’occupazione, del turismo, della produzione industriale e dei consumi. È quanto emerge dall’ultima indagine congiunturale di Confcommercio, che stima un incremento del Pil dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell’1,3% su base annua. Secondo l’associazione, un allentamento delle tensioni in Medio Oriente potrebbe favorire un ulteriore miglioramento del quadro economico, consentendo alla crescita dell’intero anno di avvicinarsi all’1% e contribuendo anche a una graduale riduzione delle pressioni inflazionistiche.

Le evidenze emerse

Se la situazione in Medio Oriente si stabilizzerà nel 2026 la crescita potrebbe sfiorare l’1%. È in estrema sintesi quanto prevede l’ultima indagine congiunturale di Confcommercio. Anche nel secondo trimestre l’economia italiana mostra innegabili segnali di vivacità. Gli indicatori in alta frequenza dicono che ad aprile occupazione, turismo e produzione industriale sono in miglioramento. Anche la domanda di durevoli (autovetture) continua il percorso di recupero. A maggio, la fiducia delle famiglie è in ripresa, dopo un bimestre problematico. Il miglioramento del contesto avrebbe l’effetto di raffreddare le tensioni sui prezzi. La sintesi di queste dinamiche si traduce, secondo una prima stima, in una crescita del PIL nel secondo trimestre dello 0,4% congiunturale e dell’1,3% su base annua, stima corroborata da un positivo effetto base (il secondo quarto del 2025 è stato caratterizzato da stagnazione). I consumi, calcolati nella metrica dell’ICC, si confermano a maggio in territorio positivo, consolidando la fase di recupero iniziata alla fine del 2025, con una variazione nel confronto annuo dell’1,2%. Le dinamiche rilevate nell’ultimo mese sono in linea con quanto registrato nei periodi più recenti con una ripresa della domanda sostanzialmente diffusa. Anche a maggio, la componente più dinamica dei consumi è stata quella relativa ai beni e ai servizi per la mobilità (+6,5%).

Le voci di consumo

Tra le singole voci di consumo spicca la tendenza al deciso recupero dell’automotive che registra, nel confronto annuo, una netta crescita degli acquisti da parte dei privati (+15,7%). Sulla base degli andamenti registrati dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo, si stima per il mese di giugno 2026 un aumento dello 0,3% dell’indice in termini congiunturali, con una variazione su base annua del 3,3%.

Fonte Ansa

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