Istat: “7,5% famiglie in povertà assoluta, pesa l’inflazione”

Per la festa della donna, Istat ha preparato un'infografica sul numero delle donne italiane e delle donne ucraine residenti in Italia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:24
fame

Nel 2021 le famiglie in povertà assoluta in Italia sono il 7,5%, lieve calo rispetto al 7,7% nel 2020. Lo rileva l’Istat spiegando che gli individui in povertà assoluta sono circa 5,6 milioni (9,4% del totale, come lo scorso anno.

Senza la crescita dei prezzi al consumo registrata nel 2021 (+1,9%) – sottolinea l’Istituto – l’incidenza di povertà assoluta sarebbe stata al 7,0% a livello familiare e all’8,8% a livello individuale, in lieve calo, quindi, rispetto al 2020″.

L’incidenza di povertà assoluta, spiega l’Istat, è sostanzialmente stabile tra le famiglie con persona di riferimento occupata, da 7,3% del 2020 a 7,0% (quasi 922mila famiglie in totale), a sintesi di un miglioramento per questo tipo di famiglie al Nord (da 7,9% a 6,9%) e una sostanziale stabilità nel Mezzogiorno (dal 7,6% all’8,2%). In ulteriore difficoltà le famiglie con persona di riferimento in cerca di occupazione (da 19,7% del 2020 a 22,6%).

Donne ucraine residenti in Italia

Per la festa della donna, Istat ha preparato un’infografica sul numero delle donne italiane e delle donne ucraine residenti in Italia. I dati sono estrapolati dal Censimento Permanente della Popolazione ISTAT. Secondo i dati, le donne italiane residenti in Italia al 31 dicembre 2020 sono così suddivise: 27.722.737 sono italiane e 183.053 sono ucraine. Le donne, italiane e straniere, residenti in Italia sono circa 30 milioni, e rappresentano il 51,4% della popolazione complessiva, 59.614.488 abitanti.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.