Irpef, l’attacco di Confindustria: “Oggi sembra fatta da Frankenstein”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:37
Il vicepresidente di Confindustria, Manuele Orsini

Oggi l’Irpef, l’imposta principale del nostro ordinamento, sembra uscita dal bisturi del Dr. Frankenstein: tenuta solo dal filo ideale di tassare il reddito personale”. E’ il giudizio, severo, espresso da Confindustria in audizione in Parlamento sulla riforma dell’Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) e dell’Imposta regionale sulle attività produttive (IRAP).

Il discorso di Orsini in Parlamento

“La progressività va ridisegnata“, perché “questo sistema è un disincentivo al lavoro e alla produttività”, ha detto il vicepresidente di Confindustria per il credito, la finanza e il fisco, Emanuele Orsini dinanzi alle commissioni Finanze di Senato e Camera. Per Orsini “con l’Irpef attuale un dipendente che cerca di guadagnare un euro in più finisce col trovarsi in tasca pochi centesimi o, al limite, col peggiorare la propria situazione complessiva, perdendo bonus e detrazioni”.

Oggi l’Irpef, “l’imposta principale del nostro ordinamento, sembra uscita dal bisturi del Dr. Frankenstein: tenuta solo dal filo ideale di tassare il reddito personale”. Quel che occorre è, secondo Orsini, “un progetto di riforma a tutto tondo che riguardi non solo l’Irpef ma l’intero sistema fiscale”. Tuttavia “le risorse stanziate (2 miliardi l’anno) sono esigue. Recuperare risorse dall’evasione va bene, ma non offre garanzie. Servirà quindi rimodulare il prelievo nelle imposte e tra le imposte del sistema fiscale”.

Stop all’Irap: “Ha fatto il suo tempo”

Quanto all’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) è “un’imposta che ha fatto il suo tempo. Dopo la cancellazione temporanea dei versamenti del tributo dovuti nel 2020, il Legislatore ha un’occasione storica per eliminarla del tutto. Si avrebbero enormi benefici in termini di semplificazione e attrazione di nuovi investimenti”.

Secondo Orsini “anche la tassazione delle imprese va migliorata. Nel volume ‘Il Coraggio del futuro: Italia 2030-2050‘, presentato nei mesi scorsi, abbiamo indicato varie azioni concrete e siamo pronti a fare la nostra parte”. L’appello finale di Confindustria è affinché si eviti “di introdurre nuove imposte o oneri sulle imprese in questa congiuntura drammatica, in cui molte lottano per la sopravvivenza“.

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