Iran, Rohani: “Superata la soglia del 60% dell’arricchimento dell’uranio”

Rohani (Iran): "Non siamo alla ricerca di guerre e tensioni, ma non ci inchineremo ai nemici". Bennett (Israele): "Errore accordo con Iran, manteniamo libertà azione"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:00
Hassan Rohani in vista in una centrale di arricchimento dell'uranio (immagine di repertorio)

“L’Iran ha effettuato un arricchimento dell’uranio al 63% e, se necessario, inizieremo immediatamente ad arricchire l’uranio al di sopra di questo livello”. Lo ha detto oggi il presidente iraniano Hassan Rohani, citato dalla TV di Stato, all’indomani dello storico cambio al vertice in Israele.

I colloqui di Vienna sul nucleare

Il presidente iraniano ha poi dichiarato che i negoziatori nei colloqui di Vienna sul nucleare (i Pagc) dovrebbero accettare le condizioni dell’Iran per risolvere i problemi restanti e consentire al mondo di assistere a una maggiore crescita e interazione.

Il Piano d’azione congiunto globale (PAGC), comunemente noto come accordo sul nucleare iraniano, è un accordo internazionale sull’energia nucleare in Iran che è stato raggiunto a Vienna il 14 luglio 2015 tra l’Iran, il P5+1 (i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite – Cina, Francia, Russia, Regno Unito, Stati Uniti – più la Germania) e l’Unione europea.

Israele è avvertito!

“Gli Stati Uniti e gli europei dovrebbero sapere che l’Iran cerca l’energia nucleare non per produrre armi nucleari – ha assicurato Rohani riportato da Ansa -. Miriamo a sviluppare la nostra potenza nucleare, aerospaziale e missilistica per rafforzare l’industria del Paese”.

“Non siamo alla ricerca di guerre e tensioni, ma nel frattempo non ci inchineremo ai nemici e la nostra difesa sarà spiacevole”, ha però sottolineato in conclusione Rohani, con chiaro riferimento alle tensioni decennali con Israele.

Bennett: “Errore accordo con Iran, manteniamo libertà azione”

Israele “non permetterà all’Iran di ottenere armi nucleari”. Sono state tra le prime parole del nuovo premier israeliano (“in pectore”) Naftali Bennett nel suo intervento prima della fiducia alla Knesset, il parlamento monocamerale di Israele. Bennet ha sostituito il premier uscente Benyamin Netanyahu dopo 12 anni di mandato consecutivo. “Far rivivere l’accordo nucleare con l’Iran – ha aggiunto Bennett – è un errore che renderà legittimo uno dei più violenti regimi al mondo. Israele – ha concluso – mantiene tutta la sua completa libertà di azione sull’Iran“.

Netanyahu: “Oggi gli iraniani sono in festa”

Di diversa opinione Netanyahu, che ha commentato la propria sconfitta proprio parlando del pericolo Iran. “In Iran oggi festeggiano: comprendono che in Israele adesso ci sarà un governo debole ed ossequioso, verso gli Stati Uniti”, ha detto Netanyahu davanti alla Knesset dopo aver ricordato le proprie vittorie sia sul piano diplomatico sia in quello militare, anche contro il parere degli Stati Uniti, per impedire all’Iran di dotarsi di armi atomiche.

“Dal momento in cui gli Stati Uniti torneranno all’accordo sul nucleare iraniano il futuro governo israeliano non autorizzerà nuove attività segrete in Iran. Quel governo non è degno di restare in carica nemmeno un giorno”, ha concluso il premier uscente e leader de partito di destra Likud.

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