L’esordio delle italiane al Mondiale per Club si avvicina a grandi falcate. Nella notte tra mercoledì e giovedì, quando in Italia saranno le 3, toccherà all’Inter contro il Monterrey, mentre il giorno dopo, stesso orario, sarà il turno dei bianconeri che sfideranno l’Al Ain, formazione degli Emirati Arabi.
Inter, Chivu cambia tutto
Si è preso l’Inter e vuole dimostrare di meritarla. Come? Semplicemente con un segnale di discontinuità rispetto al passato. Che sarà graduale visto che i nerazzurri arrivano da quattro anni sotto la guida Inzaghi e non si può cambiare tutto e in fretta. Chivu lavora sulla testa, i suoi collaboratori sulle gambe per portare l’Inter nelle migliori condizioni all’esordio. Chivu è giovane e ha idee diverse dal predecessore, per cui niente prime donne e neppure intoccabili e soprattutto spazio ai giovani. Una bella ricetta, ma tempo al tempo, perché c’è subito l’esordio di Pasadena contro i messicani del Monterrey di Sergio Ramos e i nerazzurri non vogliono sbagliare. Chivu partirà senza stravolgere l’Inter (stesso modulo, 3-5-2) e stessi calciatori che hanno affrontato la finale di Monaco con la sola variante di Susic in mediana al posto di Calhanoglu, con accanto i soliti Barella e Mkhitaryan. Dumfries e Dimarco saranno gli esterni, mentre davanti non c’è di meglio che Lautaro-Thuram. Dietro l’altra novità, con l’inserimento di De Vrij al posto si Acerbi, con Bastoni e Pavard che gli giocheranno accanto, davanti a Sommer. Prove di nuova Inter. Ma tante cose cambieranno di qui al 24 agosto.
Juve: Tudor al primo esame
Centrato l’obiettivo Champions e la riconferma, Igor Tudor vuole dare una svolta alla sua Juve. Idee chiarissime, visto che partirà dalle certezze, a cominciare da Yildiz che è centrale nel suo progetto. Il 3-4-2-1 non si tocca ma è lecito aspettarsi il cambio degli interpreti. Strada facendo. La Juve che a Washington debutterà contro l’Al Ain, ricalcherà quella delle ultime giornate di campionato. Ma qualche nodo da sciogliere c’è. Il croato strizza l’occhio a Vlahovic al quale chiede di riprendersi la Juve visto che nelle gerarchie è stato scavalcato da Kolo Muani. Tudor si aspetta molto dai due, un derby interno per una maglia, senza nascondere la possibilità di farli giocare insieme passando al 3-4-1-2 che in fase offensiva potrebbe regalare nuovi scenari. Con Yildiz alle spalle, da solo oppure con la seconda delle due punte a scalare sull’asse intermedio della prima linea. Comunque, un bel tridente. In attesa del mercato, dietro si rivede Rugani, insieme a Kalulu e al recuperato Gatti in attesa di rivedere quanto prima Bremer. Cambiaso da una parte, Nico Gonzalez o Weah dall’altra sugli esterni, mentre in mezzo l’unico titolare sicuro è Thuram con Locatelli che però, dopo la Nazionale, rischia di saltare anche l’esordio, mentre Tudos aspetta il definitivo rilancio di Koopmeiners, ma occhio a Conceiçao che scalpita. Il tempo dell’attesa è quasi finito. Vedremo di che pasta è fatta la nuova Juventus. Infine, una curiosità: la sfida d’esordio sarà diretta da una terna tutta femminile: a fischiare sarà la statunitense Tori Penso, con le connazionali Brooke Mayo e Kathryn Nesbitt come assistenti

