La maturità tarda ad arrivare per i giovani in Italia. L’indipendenza economica e i legami stabili oltre alla famiglia d’origine arriva a 40, mentre nel Nord Europa la soglia scende a 25-30 anni. Nel nostro Paese i Neet, cioè i giovani che non studiano né lavorano, sono il 18% dei giovani tra i 15 e i 35 anni, rispetto a Pagna 813%), Francia (12,9) e Germania (10,5%).
Risorsa
I giovani, risorsa fondamentale per la crescita, l’innovazione e il rinnovamento del Paese. E’ quanto emerso nel corso dell’evento “Yes – Youth Enhancement Score: la bussola per ricostruire la prospettiva dei giovani” in cui è stata presentata la ricerca dell’Ufficio Studi Liuc e realizzata in collaborazione con Fsi, Ey ed Aifi e la collaborazione di Confindustria Giovani Imprenditori.
Maturità in ritardo
Eppure, secondo l’analisi, in Italia non riescono a raggiungere una maturità, intesa come indipendenza economica e creazione di legami stabili oltre la famiglia d’origine, prima dei 40 anni, mentre altrove avviene già dai 25-30 anni (Danimarca, Paesi Bassi e Germania). Va un po’ meglio per chi risiede nel Nord Italia con un indice medio simile a quello dei coetanei europei.
Neet
I Neet in Italia nel 2023 sono circa il 18% dei giovani 15-35 anni (rispetto al 10,5% in Germania, al 6,3% dei Paesi Bassi, al 12,9% in Francia, al 13% in Spagna) con forti differenze territoriali. Nord e Centro sono in linea con altre nazioni Ue (12% nel Nord-Est e nel Nord Ovest, 13,8% al Centro), mentre Sud e Isole sfiorano il 30%. Le differenze di genere sono fortemente legate al ruolo di caregiver (22,3% di Neet tra le giovani donne contro il 14,5% dei giovani maschi); si riducono significativamente se escludiamo dalla categoria dei Neet i caregiver: 15,7% per le femmine e 14,2% per i maschi.
Fonte Ansa

