Incendio Sannazaro, mons. Battaglia: “La bellezza ferita ci chiede di diventare più responsabili”

L’arcivescovo di Napoli Domenico Battaglia esprime la propria solidarietà per il rogo che ha distrutto il Teatro Sannazaro e ricorda come il capoluogo partenopeo sia una città che non si arrende

Cardinale Domenico Battaglia. Foto © Andrea Di Biagio da Imagoeconomica.

Il Teatro Sannazaro tornerà e Napoli non si arrenderà neanche stavolta. Esprime la propria solidarietà dopo l’incendio divampato nel cuore della città partenopea il cardinale don Domenico Battaglia. “La bellezza, quando viene ferita, chiede a tutti noi di diventare più responsabili, più custodi, più capaci di volerle bene”, così l’arcivescovo di Napoli.

Il fuoco dell’arte

“Stamattina, il fumo che saliva da via Chiaia ha raggiunto anche il mio cuore. Il Teatro Sannazaro si è incendiato. Ma il fuoco che ha abitato quelle sale per quasi due secoli – il fuoco di Eduardo e di Pirandello, di Luisa Conte e di tanti artisti che hanno dato voce all’anima di questa città – quel fuoco non si spegnerà con un rogo”. Lo dice il cardinale Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli, in un messaggio di solidarietà dopo il rogo in via Chiaia.

“Napoli non si arrende”

“A Lara Sansone, che stamattina ha versato lacrime davanti a ciò che non era soltanto suo ma di tutti noi, voglio dire: abbiamo visto il tuo dolore, e non ti lasceremo sola. Le tue lacrime non sono la fine di una storia, ma il seme bagnato di una resurrezione. Questa città ha imparato da secoli a rialzarsi dalle sue macerie. Napoli non si arrende. E con te, non si arrenderà nemmeno stavolta”, aggiunge il cardinale.

Diventare custodi

“Alla città intera dico: ciò che brucia in questa mattina grigia di febbraio non è solo il legno antico di una cupola, ma un pezzo della nostra memoria comune, della nostra bellezza condivisa. E la bellezza, quando viene ferita, chiede a tutti noi di diventare più responsabili, più custodi, più capaci di volerle bene. Il Sannazaro tornerà. Ne sono certo, con la stessa certezza con cui credo che nulla di ciò che è stato davvero amato possa andare perduto per sempre. Sono vicino a Lara, alle maestranze, agli artisti, ai residenti sfollati, alla comunità parrocchiale di Santa Maria della Mercede, a quanti questa mattina si sono svegliati con il fumo in casa e la paura nel cuore”, conclude Battaglia.

Fonte Ansa

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