Negli ultimi anni il mondo del lavoro ha subito profonde trasformazioni che stanno incidendo sempre più sulla salute dei lavoratori. Secondo il rapporto “Salute e benessere nella trasformazione del lavoro: evoluzione dei rischi e nuove sfide”, realizzato dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro su dati Inail ed Eurofound, aumentano stress, ansia, disturbi del sonno e malattie professionali. Ritmi intensi, reperibilità continua e pressione sui risultati stanno modificando i fattori di rischio, con conseguenze anche sulla sicurezza e sull’aumento degli infortuni.
Il dato
Crescono in Italia le malattie professionali, aumenta il numero di lavoratori che soffrono di stress, ansia e disturbi del sonno e cambia il volto stesso dei rischi legati al lavoro. Negli ultimi dieci anni, dal 2014 al 2024, le denunce di malattie professionali sono aumentate del 54%, passando da 57 mila a oltre 88 mila casi, mentre nove occupati su dieci dichiarano di tornare a casa esausti dopo il lavoro, oltre l’82% si sente stressato e quasi uno su due soffre di problemi del sonno.
Il rapporto
È quanto emerge dal rapporto “Salute e benessere nella trasformazione del lavoro: evoluzione dei rischi e nuove sfide”, realizzato dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro sui dati Inail ed Eurofound e presentato oggi nel corso della conferenza stampa che anticipa il Festival del Lavoro. Siamo di fronte a un disagio sempre più diffuso che aumenta anche il rischio di incidenti e infortuni: secondo la ricerca, affaticamento mentale, carenza di riposo e pressione continua riducono infatti attenzione e capacità di reazione, contribuendo alla crescita degli incidenti, compresi quelli nel tragitto casa-lavoro (+3,2% nel 2025, secondo i dati provvisori) che oggi concentrano il 27% dei casi mortali denunciati all’Inail.
Le trasformazioni
L’indagine evidenzia come la trasformazione dell’organizzazione del lavoro — tra ritmi sempre più intensi, reperibilità continua, pressione sui risultati e difficoltà di conciliazione tra vita privata e professionale — stia modificando profondamente i fattori di rischio.
Fonte Ansa

