Ha il coronavirus il capo dell’Agenzia italiana del farmaco

Nicola Magrini è in isolamento. I contenuti del Dl liquidità. Risorse per la teleformazione delle imprese da FondItalia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:03

Il direttore generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa)Nicola Magrini si è sottoposto a tampone ed è risultato positivo al Coronavirus. Da ieri, come previsto dalla normativa, è in isolamento. Magrini sta bene e continuerà a svolgere il suo lavoro da remoto. Tutti coloro che sono stati in stretto contatto con lui saranno in isolamento domiciliare fino a verifica del loro stato rispetto al virus Covid19.

L’azione del governo

Intanto il governo sta pensando a varare anche misure “di sostegno all’export” nei prossimi provvedimenti in arrivo perché “dobbiamo pensare già a riprenderci quegli spazi, ad esempio nell’agroalimentare che ci eravamo presi sui mercati internazionali”, spiega a Radio 24 il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli: “Viviamo una stagione mai vista prima, per il decisore politico non c’è niente di normale, nemmeno sul fronte economico”. E “il testo del decreto in arrivo allarga molto il campo di azione della golden power sia in termini di partecipazione che di settori per impedire che, con facilità, ci possano essere scalate ostili”.

Formazione delle imprese

Aumento della dotazione economica fino a 10 milioni di euro per la formazione alle impreseconversione delle attività formative d’aula nella modalità di teleformazione e abolizione dell’apporto proprio per le imprese che optino per gli aiuti di importanza minore: sono questi i principali provvedimenti straordinari di FondItalia, Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale per la Formazione Continua, conseguenti alle misure adottate dalle autorità competenti per il contenimento in Italia del coronavirus, con effetto sulle attività formative in corso e di prossima realizzazione. “Nella situazione attuale di emergenza da Covid-19, l’obiettivo di FondItalia è quello di sostenere con ancora maggiore forza le imprese e i lavoratori, mettendo in campo misure straordinarie per promuovere la formazione- afferma Egidio Sangue, direttore FondItalia – Ecco perché abbiamo deciso di intervenire rafforzando ulteriormente la dotazione economica dell’Avviso 2020.01, attualmente aperto, e favorendo la formazione erogata digitalmente. Abbiamo deciso così di sostenere la possibilità di realizzare in teleformazione i percorsi formativi già avviati o in fase di attivazione, incoraggiando le imprese e gli enti di formazione a non “arrendersi” e a reagire fin da subito al momento di emergenza e soprattutto all’impatto economico che ne deriverà.” In particolare, il cda di FondItalia ha deliberato un ulteriore stanziamento di risorse, per un importo pari a 4 milioni di euro, relative all’avviso FEMI 2020.01, portando la dotazione economica iniziale da 6 milioni di euro a 10 milioni di euro, rispettando la facoltà che il Fondo si riserva di incrementare o ridefinire le risorse disponibili dell’avviso.

Urgenza

Inoltre, FondItalia ha garantito la possibilità di convertire, in via straordinaria e d’urgenza, rispettando la tracciabilità dello svolgimento delle azioni e della partecipazione, sebbene a distanza, degli utenti, le attività formative previste in aula frontale con la modalità in videoconferenza (teleformazione), fino al 13 aprile (salvo ulteriori decreti). Al fine di continuare a promuovere la formazione continua nelle imprese, inoltre, anche nei casi di sospensione del rapporto lavorativo, FondItalia ha deliberato l’abolizione dell’apporto proprio per le imprese che optino o che abbiano optato per aiuti di importanza minore, e i cui dipendenti si trovino, all’atto dello svolgimento delle attività formative, nella condizione di sospensione del rapporto lavorativo. Ciò significa che l’intensità dell’apporto proprio sarà, quindi, pari allo 0% del finanziamento richiesto. In particolare, l’apporto proprio corrisponde al cofinanziamento aziendale e dipende dall’intensità dell’Aiuto richiesto mediante gli avvisi Femi a valere sui conti di rete. Il cofinanziamento può essere dimostrato con il mancato reddito dell’impresa beneficiaria relativo al costo del lavoro lordo dei dipendenti e dirigenti in formazione.

 

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