La Grecia brucia, il premier ammette: “Non abbiamo fatto abbastanza”

I vigili del fuoco sono al lavoro da otto giorni per spegnere gli incendi che stanno devastando l’isola di Evia 200 chilometri a Est di Atene

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:33

Per la prima volta dall’inizio dei maxi incendi che stanno devastando la Grecia, il premier ellenico Kyriakos Mitsotakis ha ammesso di aver fallito nella gestione dell’emergenza.

Il mea culpa del premier

“Potremmo aver fatto ciò che era umanamente possibile, ma in molti casi non è stato sufficiente”, ha ammesso Mitsotakis parlando in diretta tv. “Capisco perfettamente il dolore dei nostri concittadini che hanno visto bruciare le loro case o le loro proprietà. Ma – ha detto il premier secondo quanto riportato dalla Bbc – il Paese sta affrontando un disastro naturale di dimensioni senza precedenti“.

Continua la battaglia contro le fiamme nell’isola di Evia

Intanto i vigili del fuoco sono al lavoro ininterrottamente da otto giorni per spegnere gli incendi che stanno devastando l’isola di Evia (nota anche con il nome di Eubea) 200 chilometri a Est di Atene. I fronti di fuoco sono almeno quattro: paesi e località a Nord dell’isola “verde” sono assediati dalle fiamme. Almeno 35.000 ettari di territorio e centinaia di case sono state bruciate.

I pompieri stanno intanto lottando contro il tempo per evitare che un violento incendio raggiunga la città di Istiaia che ospita migliaia di abitanti. La battaglia è andata avanti tutta la notte.

“Stiamo aspettando il supporto aereo, ma vedremo se il fumo renderà possibile il sorvolo”, ha detto il sindaco di Istiaia, Yiannis Kotzias, alla televisione pubblica greca Ert. Nella notte, ad Avgaria, uno dei paesini nei pressi della città, le fiamme hanno sfondato le barriere tagliafuoco create lunedì sera ma il villaggio non ha subito grossi danni. Altri muri anti-incendio sono stati alzati nei villaggi di Kamaria e Kastaniotissa, secondo l’agenzia di stampa greca Ana.

Gli aiuti internazionali

Sono circa 650 vigili i pompieri operativi sull’isola, di cui 250 sono arrivati da Ucraina, Serbia e Romania, assieme 17 elicotteri, di cui due dalla Svizzera e due dall’Egitto, e otto aerei, tra cui tre Canadair francesi, ha affermato la protezione civile. Migliaia di ettari sono stati distrutti ad Evia in questi otto giorni, centinaia di case distrutte e oltre 2.700 persone evacuate via mare.

Nel video di Repubblica, un aereo russo scarica acqua sugli incendi che sono divampati sull’isola greca di Evia.

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