Gkn, maxi corteo a Firenze. Nardella chiede l’intervento di Draghi

I manifestanti hanno chiesto il ritiro della procedura di licenziamento per i 422 lavoratori della fabbrica Gkn, notificata via mail

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:38

Quasi 2.000 persone si sono radunate stasera in piazza della Signoria a Firenze per la manifestazione indetta dall’assemblea dei lavoratori della fabbrica Gkn di Campi Bisenzio insieme ad Anpi Firenze. I manifestanti hanno chiesto il ritiro della procedura di licenziamento per i 422 lavoratori della fabbrica. La notifica era arrivata ai dipendenti tramite una mail, sollevando indignazione generale.

“Abbiamo scelto una data storica, quella della Liberazione, l’11 agosto – ha detto Dario Salvetti, membro della Rsu – perché non è un atto singolo, ma un processo che deve prendere nuove forme. Noi vinciamo se siamo tutti in questa lotta”.

Il corteo, ricostruisce Ansa, è partito da piazza della Signoria intorno alle 21.40 e ha sfilato lungo le vie del centro di Firenze, i lungarni e l’Oltrarno verso piazza Pitti. Prima dell’avvio del corteo i manifestanti sono stati salutati dal sindaco di Firenze Dario Nardella, con tutta la giunta.

Presenti all’iniziativa, tra gli altri, anche il sindaco di Campi Bisenzio Emiliano Fossi, e Adelmo Cervi, figlio di Aldo Cervi, uno dei sette fratelli uccisi dai fascisti nel 1943, il quale ha voluto dare la sua solidarietà personale ai licenziati dalla Gkn. Fra le rsu che hanno portato la loro solidarietà ai lavoratori della Gkn, quelle di Alitalia, Piaggio, Gsk Vaccines.

Nardella: “Draghi prenda in mano la situazione”

“Torniamo a chiedere al presidente del Consiglio Mario Draghi con la sua autorevolezza di prendere in mano la situazione Gkn, perché per le sue caratteristiche può rappresentare un precedente grave e pericoloso“, ha commentato il sindaco di Firenze alla manifestazione dei lavoratori della Gkn da un’affollata piazza della Signoria a Firenze.

“Le lavoratrici e lavoratori protestano con giuste ragioni – ha affermato – per un licenziamento incomprensibile e inaccettabile. Noi non possiamo che sposare questa causa chiedendo al governo il massimo impegno per interrompere la procedura di licenziamento”.

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