A giugno il vaccino Covid per gli adolescenti

L'azienda tedesca BioNTech-Moderna lavora su un vaccino a mRna per la popolazione pediatrica e anche sui richiami per le possibili varianti del Covid

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:13

Con la campagna vaccinale che avanza, finalmente, fra gli anziani e le categorie più fragili, ora si guarda anche all’obiettivo adolescenti. L’azienda tedesca BioNTech ha infatti annunciato oggi che da giugno il suo vaccino, prodotto con Pfizer, sarà disponibile per la fascia 12-15 anni.

La Germania ha già annunciato che vaccinerà quest’estate i bambini dai 12 anni in su. Moderna invece sta sia lavorando sul vaccino in ambito pediatrico che sulle varianti, e ha annunciato un aumento di produzione per il 2022.

Vaccinare le fasce più giovani potrà dare un cambio di passo importante nella gestione della pandemia e della vita quotidiana, visto che soprattutto tra gli adolescenti i contagi non sono pochi.

Come procede la sperimentazione

Da qui il nuovo focus delle aziende farmaceutiche. L’amministratore delegato di BioNTech, Ugur Sahin, ha detto al settimanale Der Spiegel di essere “nella fase finale” della preparazione per la domanda di approvazione all’Ema. La valutazione dei test “richiede in media da quattro a sei settimane“. Moderna invece si trova nella fase 2/3 di sperimentazione del suo vaccino a mRna sugli adolescenti tra i 12 e 17 anni, con l’arruolamento completato negli Usa di 3.000 volontari sani in questa fascia d’eta’; inoltre è in corso quello dei bambini tra i 6 mesi e 11 anni per la sperimentazione di fase 2/3 negli Usa e in Canada, che vedrà l’uso di diversi dosaggi.

La Germania, tramite il ministro della Salute Jens Spahn, ha fatto sapere oggi che se non cambia la situazione e non succede “qualcosa di atipico” e se ci saranno le autorizzazioni, “i bambini sopra i 12 anni potranno essere vaccinati al più tardi nelle ferie estive”. Spahn ha spiegato che vaccinare i bambini farebbe “un’importante differenza”. “Vediamo come fra i 6 e i 20 anni ci sia adesso uno sviluppo iper-proporzionale della malattia“, ha aggiunto.

Il lavoro sulle varianti

L’altro fronte di lavoro riguarda le varianti, che possono indebolire l’efficacia del vaccino. La B.1.351, nota come sudafricana, e la P.1 nota come brasiliana, sono quelle che più mettono a rischio l’immunità data dal vaccino di Moderna nelle popolazioni ad alto rischio. Per questo l’azienda sta puntando sull’aggiunta di un richiamo per la variante sudafricana al vaccino per dare una buona copertura, e la realizzazione di un vaccino multivalente. Inoltre, visto che l’immunità data dal vaccino potrebbe durare circa 7-8 mesi è probabile che si renda necessario un nuovo richiamo di ‘rinforzo’ entro 12 mesi dalla vaccinazione.

Sulla base dei dati finora disponibili sugli anticorpi neutralizzanti, la protezione potrebbe essere simile a quella vista contro le infezioni da influenza e coronavirus stagionali, dove è possibile una re-infezione dopo un anno dalla prima infezione ma in forma più lieve. Moderna ha infine annunciato che nel 2022 produrrà 3 miliardi di dosi del suo vaccino anti-coronavirus e ha rivisto le stime di produzione per il 2021, sperando di essere in grado di fornire tra gli 800 milioni e 1 miliardo di dosi. La gestione e conservazione del suo vaccino sarà ora più facile, visto che gli ultimi dati confermano che può essere conservato in frigorifero fino 3 mesi a 2-8 gradi. 

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