Giovani e intelligenza artificiale: opportunità e nuove insidie

Il dossier dell’Osservatorio Con i Bambini-Openpolis fotografa la rivoluzione dettata dall’IA già in atto tra i giovani e la necessità di una formazione adeguata

L’intelligenza artificiale è entrata rapidamente nella quotidianità dei più giovani, modificando anche il modo di studiare, informarsi e svolgere i compiti. Una trasformazione che offre nuove opportunità, ma che porta con sé rischi e interrogativi educativi. Il nuovo mini-dossier dell’Osservatorio sulla povertà educativa mette in evidenza la necessità di sviluppare competenze per un utilizzo consapevole dell’Ia, soprattutto tra i minori. Una sfida che coinvolge scuola, famiglie e istituzioni e che l’Italia deve affrontare riducendo anche le disuguaglianze.

Il dossier

L’intelligenza artificiale (Ia) sta trasformando radicalmente la società e il mercato del lavoro richiedendo nuove competenze digitali essenziali per il futuro. A livello globale, l’uso dell’Ia tra i minori è già diventato un fenomeno di massa. Le indagini, sia del contesto internazionale che di quello europeo e nazionale, sono concordi nell’indicare quanto l’uso di strumenti di Ia generativa tra gli studenti per i compiti scolastici e per le attività quotidiane sia crescente. È il quadro dettagliato che emerge dal nuovo mini-dossier dell’Osservatorio sulla povertà educativa, intitolato “Intelligenza artificiale, una sfida educativa”, realizzato nell’ambito dell’Osservatorio Con i bambini- Openpolis. Serve, evidenzia il mini-dossier, costruire una cultura diffusa sull’uso consapevole dell’Ia in ambito educativo. Da un lato appaiono evidenti le potenzialità di questi strumenti come supporto all’apprendimento di ragazze e ragazzi. Dall’altro non vanno sottovalutati i rischi di un uso non appropriato. Questo, infatti, può esporre a cessione inconsapevole di dati personali, manipolazioni, bias discriminatori e assimilazione di informazioni false. Ciò può compromettere il reale sviluppo cognitivo e le capacità di pensiero critico dello studente. Si tratta di aspetti di cui raramente si parla in un dibattito fortemente polarizzato tra approcci entusiastici e altri puramente luddisti.

Le politiche pubbliche

In questo quadro, secondo l’Osservatorio Con i bambini-Openpolis, l’apporto delle politiche pubbliche non può limitarsi alla regolazione, aspetto comunque fondamentale. L’obiettivo deve essere quello di trasformare le persone, a partire dai minori, da semplici “utenti” passivi a cittadini attivi e consapevoli nell’utilizzo dell’Ia. È fondamentale infatti essere capaci di riconoscere i rischi legati alla privacy, alla disinformazione e alle “allucinazioni” (errori) dei sistemi. Evitando che l’Ia si riduca a un fattore di appiattimento di competenze già fragili.

Le sfide

Tuttavia, in questo quadro in costante evoluzione, è difficile tanto per il legislatore, quanto per educatori e istituzioni educative stare al passo. L’intelligenza artificiale generativa sta ridisegnando la vita quotidiana e i percorsi di apprendimento dei più giovani, ma l’Italia rischia di affrontare questa rivoluzione tecnologica con forte ritardo e marcate disuguaglianze interne.

Fonte Agensir

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