Gioco legale, i lavoratori scendono in piazza: “Siamo chiusi da 7 mesi”

Il 18 febbraio a Milano e a Roma doppia manifestazione. I lavoratori rivendicano la dignità di un comparto che rappresenta "il presidio più efficace contro il gioco illegale"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:19

La manifestazione che non ti aspetti. E’ quella dei lavoratori delle imprese del gioco legale che manifesteranno il prossimo 18 febbraio sia in piazza del Duomo a Milano sia in Piazza del Popolo a Roma per “sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sul grave stato di difficoltà in cui versano oltre 150mila lavoratori (per un totale di 400mila persone) colpite dalla prolungata sospensione delle attività del settore dei giochi pubblici e dalla assoluta incertezza sulla data di ripresa”. In questi mesi, molte associazioni di lavoratori, dalla cultura al mondo dello spettacolo, dai precari ai commercianti hanno fatto sentire la propria voce per denunciare uno stato di “abbandono” da parte delle istituzioni, in risposta alla grave crisi finanziaria innescata dal Covid-19.

Ora scendono in campo – o meglio: in piazza … – i lavoratori dei giochi pubblici. L’annuncio della doppia manifestazione è stato dato da una nota di Ati Gioco Lecito, l’associazione temporanea delle imprese del gioco lecito.

Situazione gravissima

“La gravità della situazione – si legge nella nota – è tale da aver portato per la prima volta ad una protesta pubblica da parte dei lavoratori di tutto il comparto che manifesteranno uniti sotto la bandiera di ‘Lavoratori del Gioco Legale’ per chiedere a gran voce la riapertura immediata delle attività nelle Regioni in zona gialla, nel rispetto dei rigidi protocolli anti Covid già adottati da oltre 6 mesi, nonché la convocazione di un tavolo di confronto tra governo, Regioni e associazioni di categoria per trovare una equa soluzione ai diversi problemi che gravano sul settore tra i quali la questione territoriale e l’accesso al credito”.

“Considerando anche il primo Lockdown, l’inattività prosegue ormai da 7 mesi, oltre 210 giorni di chiusura – sottolinea la nota – e la situazione, oltre a segnare un triste primato al livello europeo, ha portato ad un mancato gettito erariale pari a oltre 4,5 miliardi di euro. I lavoratori rivendicano la dignità di un comparto che rappresenta il presidio più efficace contro il gioco illegale a tutela dello Stato e dei cittadini”.

Alla manifestazione promossa dal gruppo di imprese riunite temporaneamente sotto la sigla Ati Gioco Lecito e sostenuta dalla principali associazioni di categoria (Acadi, Anib, Astro, Confederazione Giocare Italia, Egp-Fipe, Federbingo, Fiegl Confesercenti, Sapar, Sgi) hanno aderito 170 imprese, esercizi pubblici, sale bingo, scommesse, videolottery e gestori di apparecchi.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.