Gentiloni, proposta per la sanità: definire le zone di criticità a livello europeo

“Io penso che lo stato di diritto sia un pilastro dell’Unione Europea. Il pilastro va difeso, non va strumentalizzato”.

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:37
Fonte: ANSA

Paolo Gentiloni, Commissario Europeo  per l’Economia, a Tg2 Post, ha risposto  così alla domanda su cosa poteva e cosa può fare l’Unione Europea per aiutare gli Stati:  “Io direi che l’aumento dei contagi, purtroppo, è un fenomeno molto diffuso in tutti i  Paesi europei. In alcuni Paesi è più forte, per esempio nel Paese da cui parlo, cioè il Belgio. Ma è abbastanza uniforme anche in Paesi che, nella prima ondata, quella primaverile, avevano avuto una situazione migliore. In questo momento, ho parlato di reazioni proporzionate semplicemente perché bisogna reagire, ma non bisogna drammatizzare con nuovi lockdown generalizzati”.

La proposta

“Che cosa può fare di più l’Europa? Noi abbiamo fatto una proposta alcuni giorni fa, parlando dell’aspetto sanitario: consentire all’Unione Europea una maggiore regia per quello che riguarda la definizione delle situazioni di criticità. Noi potremmo, tranquillamente,  attraverso i centri europei definire un criterio di  zone rosse, zone verdi, zone arancioni tra i diversi Paesi, per evitare le difficoltà che ci sono oggi nei viaggi, nei collegamenti tra i diversi Paesi. Ogni Paese decide un po’ per conto suo. Questo, però, ha bisogno di un’ intesa da parte degli Stati membri, perché la sanità non è una competenza della Commissione Europea, dipende dagli Stati Nazionali. Quindi, per arrivare a un coordinamento di questo genere, ci vuole l’intesa di tutti”.

La situazione attuale

L’ex Premier ha, poi, aggiunto: “Che cosa sta succedendo nella stragrande maggioranza dei Paesi europei? C’è una crescita graduale, ma continua e allarmante del numero dei contagi. Per fortuna, non c’è ancora una crescita altrettanto allarmante delle ospedalizzazioni o dei pazienti che sono in cura intensiva. Questo, ovviamente, dà al sistema sanitario un margine che ci consente, tuttora, di dire non prendiamo misure eccessive che darebbero un colpo durissimo alla nostra economia. Ma non perché abbiamo paura delle conseguenze economiche, ma perché   siamo in grado di gestire la parte sanitaria. In tutti i Paesi europei, non c’è ancora un’emergenza ospedaliera o delle unità di cura intensive. Questo ci dà il margine per raggiungere l’equilibrio”.

Lo stato di diritto

Sull’emissione di titoli comuni, Gentiloni ha precisato che: “ Abbiamo la fortuna di avere la Presidenza tedesca dell’Unione Europea. Siccome è la Presidenza di turno che gestisce la parte attuativa di questo negoziato, il fatto che sia gestito dalla Presidenza tedesca ci dà qualche elemento di ottimismo. Direi che è rimasto un punto, ce ne erano almeno 4 di attuazione complicati. Ne è rimasto un ultimo. Il negoziato su questo ultimo punto comincia in questi giorni. Penso che si troverà un compromesso che riguarda lo stato di diritto. Una parte dei Paesi dice che: ‘Se non c’è chiarezza sullo stato di diritto da parte di altri Paesi che possono averlo messo in discussione con alcune scelte particolari, questi fondi non possono arrivare’. Io penso che lo stato di diritto sia un pilastro dell’Unione Europea. Certamente, non credo però che questo pilastro possa essere usato per buttarlo in mezzo ai piedi al percorso di rinascita e di ricostruzione europea. Il pilastro va difeso, non va strumentalizzato. Credo che la consapevolezza di questo ci porterà ad un accordo e partirà questo processo. Non ci spaventiamo delle differenze”. 

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