8 marzo, Garante Infanzia: “Introdurre a scuola il tema parità di genere”

Carla Garlatti, Garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, in occasione della Giornata internazionale della donna

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:06
Il presidente dell'Autorità Garante per l'infanzia e l'adolescenza, la dottoressa Carla Garlatti

“È tempo di introdurre nei programmi scolastici i temi relativi all’educazione all’affettività e alla parità di genere. Il rispetto nei confronti delle donne, dei loro diritti e delle pari opportunità si impara da piccoli e va coltivato nel tempo”. Così Carla Garlatti, neo Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, in occasione della Giornata internazionale della donna. Lo scorso gennaio la dottoressa Garlatti aveva lanciato un appello dalle colonne di In Terris chiedendo “un cambio di passo per la tutela dei minori“.

Garate: “Fenomeni preoccupanti in pandemia”

“La pandemia – prosegue la garante – ha fatto emergere fenomeni preoccupanti. Durante il lockdown le chiamate al 1522, il numero antiviolenza del Dipartimento per la famiglia e le pari opportunità, sono cresciute in una misura che non ha paragone negli anni precedenti. A tale aumento, come ha rilevato l’Istat, non è corrisposto tuttavia un incremento delle denunce. Non solo bisogna costruire sin da bambini una cultura della parità di genere, ma è indispensabile anche insegnare a non avere paura o vergogna di denunciare”.

Ruolo fondamentale della scuola

“La scuola – sottolinea Garlatti – ha un ruolo fondamentale per intercettare segnali di maltrattamento e abusi in famiglia. La pandemia ha ridotto le occasioni di socialità e le opportunità di dialogo con gli insegnanti: si tratta di un effetto preoccupante, poiché potrebbero essere sfuggite situazioni di difficoltà che hanno coinvolto minorenni. Non penso solo alle violenze psicologiche e fisiche, ma anche altri gravi fenomeni dei quali sono vittime bambine e ragazze come ad esempio i matrimoni forzati”.

“Sarebbe utile che le scuole – conclude l’Autorità Garante per l’Infanzia – si attivassero per superare questa difficoltà, creando quanto più possibile occasioni di dialogo e confronto. Inoltre è auspicabile la presenza in ogni istituto scolastico di una figura che dia supporto psicologico, educativo e di orientamento alle bambine e ai bambini in difficoltà”.

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