Dialogare a partire dalle priorità è il senso sui lavori del G7 nella dichiarazioni rese alla stampa d Giorgia Meloni al termine del vertice di Evian. Il presidente del Consiglio italiano ha affermato che l’Italia ha dato sua disponibilità a missioni che garantiscano la sicurezza nello Stretto di Hormuz, anche se non è stata ancora definita una cornice, e sempre sul fronte mediorientale, ha detto che si è parlato di soluzioni strutturali che portino alla stabilità regionale, con il coinvolgimento di Israele. Per quanto riguarda l’Ucraina, Meloni ha lodato l’unità dell’Occidente nel sostegno a Kiev, sottolineando anche come in Consiglio europeo si debba lavorare sulla proposta di un mediatore unico per superare i diversi formati esistenti. Inoltre, la premier italiana ha detto che per rendere più sicure la catene di approvvigionamento di materie prime serve un approccio basato sulla cooperazione e che, per quanto riguarda i minori e l’utilizzo dei social, “questione va messa in capo alle piattaforme”.
Tre messaggi trasversali
“Da questo vertice escono sostanzialmente tre messaggi trasversali. L’unità del gruppo, la capacità del G7 di dialogare con i partner, anche direi con una capacità di allargare lo sguardo rispetto a quelli che definiremmo i blocchi tradizionali” e il fatto che il vertice si occupa “delle grandi sfide geopolitiche, ma non si tratta di sfide astratte, sono sfide che riguardano la vita, le preoccupazioni dei cittadini”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in conferenza stampa al termine del G7. “Penso alla collaborazione nella lotta al cancro, penso al contrasto ai focolai del virus Ebola, penso al tema dello spazio digitale che chiaramente è una materia che anche noi discutiamo nella nostra quotidianità, il narcotraffico, le migrazioni, cioè sono problemi che riguardano la vita, incidono nella vita quotidiana di milioni di persone. Chiaramente” poi “tutte le crisi internazionali intese nel senso di guerre impattano sulla vita dei cittadini”. Quanto al dialogo coi partner del gruppo dei grandi “sono molti diversificati i partner che si sono confrontati con noi in queste due giorni, India, Corea, Egitto, Brasile, Kenya, Ucraina, Qatar, Emirati Arabi, Uniti. Il messaggio è che non si dialoga partendo dalle appartenenze, si dialoga partendo dalle priorità“.
La sicurezza di Hormuz
“Abbiamo confermato che l’Italia è pronta a fare la sua parte anche per missioni” volte a garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz “ferme restando le necessarie autorizzazioni”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in conferenza stampa al termine del G7. “Non sappiamo se sarà necessaria domani” l’autorizzazione del Parlamento per una missione ad Hormuz: “Ci sono sessanta giorni di tempo, quello che più o meno si è discusso è di vedere come va in questi 60 giorni e valutare in corsa se e quando partire”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in conferenza stampa al termine del G7. “Intanto si farà un lavoro preparatorio di incontri prevalentemente tecnici” e l’autorizzazione al Parlamento “si richiederà quando” la missione “sarà qualcosa di realistico. La chiederemo in tempo perché possa esserci un dibattito adeguato” ma “è un po’ presto per dire se nei prossimi giorni”, perché “la cornice non è definita”.
Un mediatore europeo per l’Ucraina
Quella di un mediatore europeo per l’Ucraina “è una materia che va sviluppata all’interno del Consiglio europeo“, “la proposta verrà reiterata, io continuo a ritenere che questo proliferare di formati alla fine rischi di rendere poco efficace quello che l’Europa può fare, perché sono molti ma nessuno di quei formati alla fine ha l’autorevolezza e l’autorità per parlare a nome dell’Europa nel suo complesso”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa al termine del G7 di Evian. Quanto al profilo, “io penso che se si vuole arrivare a un risultato su questo tema, credo che sarebbe molto difficile riuscire a proporre una persona che viene da uno dei grandi paesi europei”, quindi “mi rivolgerei verso le medie potenze dell’Unione europea”.
Occidente unito per Kiev
L’obiettivo resta quello di favorire un confronto diretto tra Zelensky e Putin, ma mentre Zelensky ha qui dimostrato un’attitudine sincera verso la soluzione del conflitto, non da ultimo con una lettera aperta che tutti conoscete inviata direttamente al presidente Putin, nessun segnale serio in questo senso è arrivato da Mosca e crediamo che quei segnali ora siano necessari”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in conferenza stampa al termine del G7. “Le crisi internazionali hanno ovviamente dominato l’agenda in questi due giorni di G7, in particolare la guerra in Ucraina e i più recenti sviluppi della situazione in Medio Oriente e nel Golfo. Sull’Ucraina, come sapete, abbiamo fatto il punto col presidente Zelensky, abbiamo passato in rassegna la situazione sul campo che è molto diversa da quella che certa propaganda russa continua a cercare di vendere. Abbiamo concordato tutti sulla necessità di continuare a garantire il sostegno a Kiev, mantenendo alta la pressione su Mosca. Sono molto contenta del fatto che su questo ci sia piena convergenza, l’unità dell’Occidente, la fermezza dell’Occidente è uno degli strumenti più efficaci per creare le condizioni necessarie per un negoziato reale“.
Soluzioni strutturali per il Medio Oriente
“Abbiamo discusso anche della situazione in Libano e a Gaza che sono scenari fondamentali anch’essi per la stabilità regionale. Il nostro obiettivo deve essere quello di favorire soluzioni durature strutturali che superino la logica delle tregue di breve periodo. Sarà fondamentale in questo anche ovviamente il ruolo di Israele”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in conferenza stampa al termine del G7.
Cooperazione per le materie prime
“La nostra idea sui materiali critici è di mettere a regime quanto si fa per accorciare le catene di approvvigionamento o comunque renderle più sicure”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa al termine del G7 di Evian. “Io credo che la differenza noi la possiamo fare in un approccio che non è ‘arrivo, pago, raccolgo le materie prime e lascio macerie’, ecco l’approccio di una cooperazione seria è arrivo, costruisco con gli investimenti quello che è necessario per consentirti di processare le tue materie prime, per vivere in condizioni migliori, per poter sviluppare la tua nazione e poi discutiamo insieme di quello che eccede rispetto a quelle necessità”.
I minori e i social
Sul divieto di utilizzo dei social per i minori di 16 anni “noi abbiamo deciso di non intervenire su questa materia a livello di governo per rispetto a un lavoro che c’era a livello parlamentare che ha coinvolto trasversalmente esponenti di diversi partiti politici di maggioranza e opposizione. Secondo me, la mossa giusta non era quella di entrare con un provvedimento del governo, e da quello che so io i lavori parlamentari dovrebbero andare avanti. Dopodiché io non sono contraria al divieto di utilizzo dei social per i minori di 16 anni, non sono neanche convinta che la proposta da sola sia risolutiva del problema, perché quel tipo di divieto lì è un divieto che si aggira facilmente, quindi rischiamo di trasferire anche un problema in parte sulle famiglie”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa al termine del G7 di Evian. “Credo che noi non dobbiamo e non possiamo prescindere dal coinvolgimento delle piattaforme su questo. La questione va messa in capo alle piattaforme che hanno delle responsabilità e si devono assumere delle loro responsabilità. Questo ci consente, anche insieme all’ipotesi di un divieto, di rendere eventualmente il divieto efficace”.
Fonte Ansa

