Frusta la compagna incinta e l'obbliga a prostituirsi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:35

E'una storia drammatica quella che emerge dall’ultima operazione dei Carabinieri della Compagnia di Castel Gandolfo. Una storia di degrado che nasce all’interno delle case popolari di Ciampino, comune situato nell'area metropolitana di Roma. Un quartiere ben noto alle forze dell'ordine, evidenzia a InTerris.it il Maggiore Emanuele Tamorri, Comandante della Compagnia Carabinieri di Castel Gandolfo, contrassegnato da degrado diffuso e recenti casi di spaccio di sostanze stupefacenti. 

La storia

Una giovane donna italiana di soli 23 anni, classe '97 (E. D. S. le sue iniziali) è stata costretta a prostituirsi dietro minaccia del suo compagno che non esitava ad aggredirla e malmenarla ogni volta che quest’ultima si rifiutava di assecondare le sue volontà, nonostante lei fosse incinta al quarto mese del bimbo del compagno con il quale conviveva già da diversi mesi. I due si conoscevano da tempo perché vivevano nello stesso palazzo; poi, la scelta di andare a convivere. L'inizio di quello che doveva essere un sogno d'amore si è però trasformato in un incubo: sin da subito, l'uomo ha rivelato le sue reali intenzioni, picchiando e costringendo la donna a prostituirsi in strada di notte, nella Capitale, per poi toglierle tutti i soldi (550-1000 euro a serata) avuti dai clienti. La donna, all'ennesima violenza, si è decisa a chiedere aiuto ai Carabinieri della Tenenza di Ciampino che, dopo essere intervenuti, hanno sorpreso l’uomo che aveva ancora in mano i cavi elettrici con i quali stava frustando la donna. La ragazza, in un momento di calma, era infatti riuscita a contattare il 112 senza che lui se ne accorgesse. Sul posto, sono intervenute due pattuglie che hanno bloccato l'uomo, D.I., un cittadino rumeno di 33 anni, regolare ma nullatenente e con precedenti per sfruttamento della prostituzione. La giovane, dopo essere stata ascoltata da ufficiali formate per aiutare le vittime di violenza, è stata subito trasportata in ospedale dove ha ricevuto le cure mediche, mentre l’uomo è stato tratto in arresto con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e sfruttamento della prostituzione. Ora si trova nel carcere di Velletri in attesa del processo. Un incubo durato molti mesi, nell'indifferenza e nell'omertà generale, finalmente conclusosi grazie al coraggio della vittima e al pronto intervento delle forze dell'ordine. A riprova che, dinanzi alle violenze, lo Stato c'è. 

 

 

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