Femminicidio nel Vicentino: arrestato il presunto omicida in fuga da venerdì

Pierangelo Pellizzari era già stato condannato per violenze ai danni dell'ex e aveva avuto la revoca del porto d’armi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:51
Pierangelo Pellizzari e la vittima, Rita Amenze

E’ stato arrestato dai Carabinieri Pierangelo Pellizzari. L’uomo, italiano di 61 anni, ha ucciso la moglie, Rita Amenze, nigeriana di 31 anni, davanti alla fabbrica dove lei lavorava come operaia; la tragedia (il 43esimo femminicidio da inizio anno) è avvenuta ieri mattina, 10 settembre, intorno alle 7:00 a Noventa Vicentina.

Si è trattato di un vero e proprio agguato: l’uomo aveva atteso che la donna uscisse dall’auto per spararle più colpi di rivoltella, uccidendola sul colpo dinanzi ai colleghi della vittima, che l’hanno vista accasciarsi esanime tra le auto del parcheggio.

La cattura

L’uomo, che dopo l’assassinio si era dato alla macchia, è stato rintracciato oggi – verso le 14:00 – vicino a casa. Pellizzari si era barricato, disarmato, in una abitazione di Villaga, a poca distanza dalla casa di via Quargente dove la coppia risiedeva. Ad arrestarlo sono stati i Carabinieri.

L’uomo, che ha presumibilmente passato la notte in un casolare della zona, ha cercato di intrufolarsi nella sua abitazione da una finestra che si affaccia sul pollaio di casa. I Carabinieri, che sorvegliavano da ieri il luogo, hanno sentito alcuni rumori, sono entrati e hanno sorpreso e arrestato l’omicida. A differenza di quanto si era appreso inzialmente, quando è stato bloccato Pellizzari non era armato.

L’ennesimo femminicidio annunciato

Ancora ignoto il movente. I due si erano sposati nel 2019 e trasferiti da Val Liona a Villaga in località Quargente. La donna aveva una figlia in Nigeria e aveva intenzione di portarla in Italia.

Pellizzari era già stato condannato per violenze ai danni dell’ex. Così come non poteva avere l’arma con cui ha ucciso Amenze. Nel 2008 i carabinieri del paese avevano inviato una relazione in Questura per i suoi atteggiamenti violenti e si era proceduto alla revoca del porto d’armi.

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