Fisco: scoperta maxi evasione da 15 milioni di euro a Messina

Scoperta una maxi evasione fiscale che ha permesso all'imprenditore Antonino Giordano di truffare lo Stato per oltre 15 milioni di euro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:37

I finanzieri del Comando Provinciale di Messina hanno scoperto una maxi-frode fiscale che avrebbe permesso all’imprenditore messinese Antonino Giordano di evadere complessivamente oltre 15 milioni di euro tra Iva, imposte sui redditi, sanzioni ed interessi.

Su proposta della Procura di Messina, guidata dal Procuratore Maurizio de Lucia, il gip ha disposto il sequestro di 6,5 milioni di euro, sequestro eseguito oggi dalle Fiamme Gialle.

Il maxi sequestro per evasione

In particolare, le indagini del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Messina hanno accertato che la frode è stata commessa attraverso 13 aziende, con sede di fatto a Messina e sedi legali solo formalmente in Italia. Gli inquirenti hanno scoperto un vorticoso giro di trasferimenti finanziari tra le realtà societarie, che operavano nei settori edile, delle pulizie, dei trasporti, alberghiero, della ristorazione e della grande distribuzione, riferibili all’imprenditore messinese 52enne Antonino Giordano, a suo fratello: il 49enne Giacomo Giordano e a un prestanome.

Da un’analisi dei flussi bancari e della documentazione amministrativo-contabile delle società è stato possibile scoprire il complesso schema ideato per frodare l’Erario. “Un vorticoso giro di trasferimenti finanziari” – spiegano le fiamme gialle – realizzato anche con l’impiego di una cosiddetta “testa di legno”.

Testa di legno

Il sistema prevedeva il trasferimento di ingenti somme di denaro dai conti correnti della società debitrice dell’erario – all’epoca, titolare di un appalto di 13 milioni di euro circa con un ospedale del Nord, per il servizio di pulizia e sanificazione – ai conti correnti delle altre realtà societarie del gruppo, così svuotandone le casse e minandone la relativa solidità finanziaria.

Il ramo d’azienda che si era aggiudicato l’appalto milionario – spiegano le fiamme gialle – è stato ceduto ad una neo-costituita società, sempre riferibile allo stesso gruppo imprenditoriale, con lo stesso oggetto sociale, alla cifra irrisoria di 20mila euro.

Tekno

Fatti sparire i soldi ed un ramo d’azienda particolarmente redditizio, la procedura di riscossione coattiva per i debiti erariali iscritti a ruolo accumulatisi nel tempo era, quindi, definitivamente compromessa.

Antonino Giordano e il fratello Giacomo Giordano erano già stati coinvolti in passato nell’inchiesta “Tekno” del 2017 su appalti gonfiati.

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