Eruzione vulcanica alle Canarie, chiuso l’aeroporto di Palma

Il Cumbre Vieja continua a eruttare e fiumi di lava inondano l'isola: evacuate oltre 6000 persone, danni per oltre 400 milioni di euro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:13
Il vulcano di Palma, Cumbre Vieja (Foto Ansa)

L’aeroporto dell’Isola di Palma, alle Canarie, è stato chiuso a causa dell’accumulo di cenere sprigionata dal vulcano Cumbre Vieja che è in eruzione da una settimana. Lo ha annunciato oggi la società che gestisce gli aeroporti spagnoli (Aena). Ieri sette voli erano stati annullati per via della fuliggine. Come spiegato su Twitter dal gestore dello scalo, “non è ancora possibile dire quando potranno riprendere i voli”.

Violente esplosioni presso il vulcano, inoltre, e i formarsi di una nuvola di cenere di notevoli dimensioni, avevano indotto ieri le autorità a ordinare l’evacuazione di diversi quartieri della città di El Paso.

Non sembra fermarsi la furia del vulcano, ora in fase esplosiva: si è aperta una nuova bocca e veri e propri fiumi di lava corrono per tutta l’isola, distruggendo tutto ciò che incontrano sul loro cammino. Fortunatamente non ci sono state vittime, ma il conto dei danni è ingente e continua a salire: oltre 400 le case arse dalla lava e più di 6mila, tra cui 400 turisti, le persone costrette all’evacuazione. Come riporta il Quotidiano.net, nelle ultime ore si sono dovuti ritirare anche i Vigili del fuoco, “a causa dell’intensificarsi dei fenomeni esplosivi”, come spiegano in un post social.

Il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, ha annunciato che La Palma sarà dichiarata “zona colpita da catastrofe“, così da accedere alla messa a disposizione immediata di aiuti finanziari, che dovranno essere ingenti , dato che che la stima dei danni ha superato i 400 milioni di euro. 

L’unico aspetto positivo notizia è che nelle ultime ore la lava, che ormai scorre a fiumi nell’isola, sta costantemente perdendo velocità e potrebbe non raggiungere il mare, come si temeva all’inizio. Ciò comporterebbe un ulteriore disastro. La lava fusa al contatto con l’acqua infatti potrebbe generare nuvole di gas tossico che avrebbero effetti nocivi per gli ecosistemi marini e per l’atmosfera.

 

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